Atletica
Elena Carraro: “Ogni anno arriva una nuova ostacolista in Italia. Ma vincere tanto da piccoli non aiuta”
Nella nuova puntata di Sprint Zone, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, Ferdinando Savarese ha intervistato Elena Carraro. L’ostacolista bresciana ha raccontato la stagione vissuta, conclusa con il primato personale e l’argento ai Giochi del Mediterraneo. La venticinquenne italiana si è poi soffermata sugli allenamenti e sui prossimi obiettivi, con l’intenzione di incrementare ancora la sua velocità e le sue prestazioni.
Il record personale ai Giochi del Mediterraneo: “Non mi spiego molto il personale della mia ultima gara. Non ero al top della mia condizione stagionale. Il fatto che sia stato con la Nazionale in una gara importante ha contribuito. Concludere bene aiuta anche per preparare la prossima stagione”.
L’ottimo risultato nonostante le sensazioni: “È stata una gara diversa dai Mondiali. Nella batteria del giorno precedente c’era tanto vento. Il giorno dopo stavo molto meglio e la pista era ottima. Quest’anno è stato un anno in cui ho eguagliato il personale, ma ho dato meno di quello che valevo. In allenamento mi sentivo meglio, ma in gara deve essere tutto perfetto. Non si capisce mai bene il perché di alcuni risultati in determinate gare”.
I problemi in avvio di 2026: “L’influenza ad inizio stagione e la distorsione alla caviglia non mi hanno fatto fare un buon avvio. È stato un problema che mi ha causato problemi alle indoor. Lì potevo migliorare per la seconda parte della stagione, ma questo non mi ha aiutata. Non posso dire che sia stata una brutta stagione indoor perché ho fatto due volte il mio personale”.
La valutazione sul 2026: “Sono una persona ambiziosa. Non posso dire che sia stata una brutta stagione. Per la forma che avevo, potevo fare di meglio, ma non sempre va come vogliamo. Trovare le condizioni giuste, anche mentali, non è mai facile. Darei un 8 a questa stagione e nove a quella passata. Sono andata male agli Europei che è stata la gara più importante”.
La delusione europea: “In batteria l’importante era passare, non stavo benissimo. Invece in semifinale sono andate tutte piano. Quella mattina andò così per tutte. Ho sentito molto più vento di quanto hanno registrato. Parlando con le altre era una cosa comune. Il podio della finale ha avuti tempi assurdi per quel livello. Non c’erano le condizioni per fare bene. In gara ho fatto fatica”.
Gli inizi con l’atletica: “Da piccola facevo ginnastica artistica, poi ho provato tanti sport. Dalle scuole medie cercavo uno sport e mi è subito piaciuta l’atletica. Non è stato subito amore, ma con le persone mi trovavo molto bene. Poi mi è piaciuta sempre di più. A me piacevano gli ostacoli, ero abbastanza portata. Non bisogna avere paura di cadere e di farsi male”.
Il cambio negli allenamenti: “Sono venuta ad Albenga dopo la stagione 2024. Ho fatto questo cambiamento e si è rivelata la scelta giusta. Come tempi sono stati i mei migliori due anni. Rispetto a Brescia c’è una bella differenza, soprattutto a livello climatico”.
Il focus della preparazione: “La preparazione è iniziata da poco. Per le gare indoor spero di migliorarmi. Negli ultimi due anni ci sono stati sempre dei problemi prima. Stiamo lavorando sulla prima parte di gara. Gli allenamenti sono cambiati ma l’obiettivo è sempre quello di essere veloci. Non faccio un 100 metri dal 2020. Vorrei farlo ma con la preparazione è tutto più complicato. La velocità si nota comunque negli allenamenti”.
Per il 2027: “In questo momento voglio solo migliorarmi. A gennaio e dicembre succede sempre qualcosa. Non voglio pormi obiettivi. Vorrei solo migliorare alle indoor e poi vedere cosa succede. I Mondiali in Cina outdoor sono l’obiettivo principale. In questa stagione voglio fare uno step in avanti”.
Il momento dell’atletica italiana e degli ostacoli: “Ogni anno in Italia esce una nuova atleta. Non serve andare all’estero per fare una gara di alto livello. Vincere sempre non aiuta tanto, soprattutto quando si è piccoli. Arrivare dietro è uno stimolo. Gli ostacoli stanno crescendo sia a livello internazionale che europeo”.
