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Pallavolo

Vito Cozzoli: “Il volley femminile un patrimonio sociale. Portiamo gli eventi sul territorio e arriviamo ai giovani”

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Vito Cozzoli
Vito Cozzoli / Lapresse

Vito Cozzoli, il nuovo presidente della Lega Volley Femminile, è stato ospite di Volley Night, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato della propria elezione e dei sogni e delle ambizioni per il futuro della Lega.

Cozzoli ha iniziato parlando del grande periodo del volley femminile: “Arrivo in un momento d’oro della pallavolo femminile. Ringrazio Mauro Fabris per quello che ha fatto in questi vent’anni, ma soprattutto arrivo in un movimento straordinario costituito da club pazzeschi, un movimento sportivo incredibile e il campionato più bello del mondo. Ammetto che non ho mai ricevuto così tanti complimenti come in questi giorni, a testimonianza che la pallavolo femminile è veramente seguitissima nel nostro Paese. Questi successi sono però un punto di partenza: dobbiamo essere ambiziosi,  coraggiosi e non considerare questi successi un punto di arrivo.

I risultati della Nazionale, la qualità delle nostre atlete, la crescita del pubblico e l’attenzione dei media ci dicono che c’è un potenziale ancora enorme sia sotto il profilo industriale sia sotto il profilo sociale. La sfida della Lega è quella di trasformare quest’entusiasmo e questi successi sportivi in una crescita strutturale, facendo del volley femminile sempre più un grande prodotto sportivo  ma anche un patrimonio sociale e culturale del Paese e un motore economico per tutto il sistema”.

Un successo confermato dai dati della prima giornata: “Le tre gare di Serie A1 hanno avuto una media di trentaseimila visualizzazioni su YouTube, quando una gara trasmessa su Volleyball TV lo scorso anno raggiungeva circa novemila. Su YouTube le sei gare trasmesse hanno una media di diciottomila, mentre lo scorso anno era di tremila. Si tratta di incrementi del 277% per A1 e 385% per A2. Questi dati dimostrano il potenziale della pallavolo femminile. Noi dobbiamo lavorare su questo potenziale che penso sia veramente straordinario”.

Un potenziale che passa dall’arrivare al pubblico più giovane: “Dobbiamo anche adeguarci ai linguaggi dei giovani e questo comporta da parte di tutti noi un cambiamento non solo di abitudini ma di strumenti. Da questo punto di vista l’obiettivo che ci proponiamo con il nuovo consiglio di amministrazione è quello di far crescere ulteriormente il valore della Lega, dentro e fuori dal campo. Possiamo lavorare tanto sulla visibilità, sulla capacità di coinvolgere nuovo pubblico e sul far crescere il numero degli appassionati, anche valorizzando le nostre atlete e le nostre società.

Oggi le atlete alla fine di ogni partita hanno a disposizione i propri highlights che possono poi trasmettere sui social. Questo significa che la partita prosegue creando un effetto traino ulteriore. Non è solo un un sogno ma un obiettivo concreto pensare che la pallavolo femminile cresca sempre di più e diventi un motore industriale del sistema volley capace di generare valore economico, di cui i club hanno bisogno, e valore sociale.

Realizzare dei grandi eventi, come anche una partita di pallavolo, determina una crescita della pratica sportiva perchè tutti noi siamo  ad avvicinarci di più allo sport. Ecco perché c’è la ricaduta economica, c’è la ricaduta sociale e poi c’è la ricaduta sportiva. Non sono casuali i nostri successi, i successi della pallavolo femminile. Ampliando la base della piramide sportiva è naturale e automatico che arrivano le campionesse. Il mio obiettivo è che veramente la Lega di Pallavolo Femminile diventi la prima Lega italiana e oggettivamente ci sono tutti i presupposti assolutamente”.

Una Lega che può crescere molto nel Sud Italia: “Promuovere una dimensione della pallavolo più universale è un obbligo per noi. Questo si fa in tanti modi. Innanzitutto diffondendo la pratica sportiva, e da questo punto di vista le scuole rappresentano una grande opportunità. Bisogna lavorare però molto su una cultura più sportiva, non è stato colto abbastanza il valore sociale, educativo, formativo dello sport e da questo punto di vista anche la scuola si deve aprire di più al valore dello sport. Poi ci sono i grandi eventi che sono un driver straordinario di crescita della pratica sportiva come la partita di Supercoppa che si gioca a Bari.

Portare la Supercoppa a Bari significa avvicinare un grande evento al territorio, costruire un rapporto più forte con il pubblico, con le istituzioni, con le scuole, con le associazioni, con le comunità locali. È una grande opportunità perché non vogliamo soltanto portare una manifestazione al sud ma vogliamo contribuire a far crescere lì un movimento che possa diventare sempre più protagonista. Quando si organizza un evento una delle priorità è quello che si lascia alla comunità, la traccia che si ritrova quando il grande evento è finito. Quello che mi auguro è che l’evento di Bari non si esaurisca nella partita”.

Sui grandi eventi si può prendere qualcosa dall’America: “Noi sappiamo fare bene il nostro lavoro, molto bene, però non dobbiamo nasconderci che possiamo crescere. Questo è un potenziale ancora enorme, è chiaro che bisogna fare un lavoro importante sui palazzetti, sull’accoglienza, su quello che si può dare al tifoso prima, durante e dopo. È un lavoro che però ci consentirà di far crescere la pallavolo femminile ulteriormente. La Lega ha fatto tantissimo, Spike sta dimostrando dopo un anno che i risultati stanno arrivando per i club ma anche per la diffusione della pallavolo femminile. Dobbiamo essere un po’ orgogliosi del patrimonio che abbiamo e che può crescere ulteriormente”.

La Lega italiana è molto seguita anche all’Estero: “Sui numeri all’estero si può fare di più. Abbiamo risolto anche una serie di tematiche che consentiranno una visibilità migliore del volley femminile fuori dall’Italia. Secondo me c’è un potenziale anche lì straordinario. Sappiamo che ci sono anche alcuni paesi dove la pallavolo femminile italiana è super seguita e quindi questo è un prodotto oggettivamente che può essere diffuso ulteriormente”.

Sulla possibilità di vedere eventi congiunti tra volley maschile e femminile: “Maschile e femminile hanno storie e identità diverse, però fanno parte dello stesso grande movimento. Ci sono vari ambiti nei quali possiamo collaborare e presentarci anche insieme, più forti: dalla promozione degli eventi alla comunicazione, al rapporto con i partner, alla diffusione della pallavolo con i giovani. Ovviamente ci sono alcuni temi normativi che vedono impegnata non soltanto la Lega femminile ma anche quella maschile. Quando c’è un terreno comune questo terreno si può valorizzare anche con una presenza congiunta da parte della Lega volley maschile e femminile.

I ragazzi e le ragazze devono poter accedere facilmente alla pallavolo, però bisogna fare attenzione: l’obiettivo non è uniformare le due realtà, ma valorizzare le rispettive specificità e insieme rendere ancora più forte la pallavolo femminile. Con il presidente Durigon ci siamo già sentiti e visti più volte e penso che potremo fare grandi cose insieme. Nel mio programma, ho immaginato che ci possa ad esempio essere un grande evento a livello internazionale che veda coinvolte i club di maschili e femminili. Sono idee, ma penso che un dialogo ci possa essere”.

L’INTERVISTA COMPLETA A VITO COZZOLI

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