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Tommaso Giacomel: “Sto bene come persona, fisicamente meno. Non voglio buttare via questa stagione”

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Tommaso Giacomel
Tommaso Giacomel / LaPresse

Tommaso Giacomel non è sicuramente stato accompagnato dalla fortuna negli ultimi sei mesi. Prima il problema fisico avuto durante la mass start delle Olimpiadi, che lo privato di una possibile medaglia e che poi gli ha fatto interrompere con anticipo la scorsa stagione; poi quest’estate una caduta in bicicletta che lo ha decisamente rallentato nella preparazione e dal quale sta cercando di recuperare in queste ultime settimane in vista dell’avvio di Coppa del Mondo che sarà comunque tra oltre un mese.

Un periodo decisamene complicato e dal quale Giacomel sta cercando di venirne fuori: “Diciamo che come persona sto bene, mentre fisicamente un po’ meno, purtroppo, almeno per il momento. Spero però di riuscire a riprendermi. Manca un mese e mezzo all’inizio della stagione, quindi ho ancora un po’ di tempo”.

Una preparazione prima interrotta e poi cambiata: “Sto provando a recuperare il lavoro che facevamo negli anni scorsi in questo periodo. Ho avuto una preparazione completamente diversa quest’estate a causa dell’infortunio che ho avuto. Ora sono più o meno in linea con gli altri ragazzi della squadra. Adesso inizierò a lavorare ad alta intensità e vedremo come risponderà il corpo”.

Una stagione, però, sulla quale il biathleta azzurro vuole ancora puntare: “Spero di non buttarla completamente via, perché mi dispiacerebbe molto, vista la quantità di impegno che ci metto. Come ho detto, spero di riprendermi e di fare bene anche in questa stagione, pur essendo consapevole che sarà molto diversa dalle precedenti.

Giacomel ha ben chiaro su cosa serve per essere competitivo nel biathlon attuale: “Se sei forte sugli sci, hai un enorme vantaggio. La componente fisica è assolutamente predominante rispetto al tiro. Naturalmente, se riesci anche a sparare velocemente e con precisione, è ancora meglio, perché così puoi vincere le gare. Credo che questa sia già la direzione da un paio d’anni. Penso che sparare ancora più velocemente di quanto facciamo oggi sia fisicamente impossibile, probabilmente abbiamo già raggiunto l’apice”.

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