Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

BiathlonSci di fondoSci NordicoSport Invernali

Sport Invernali, la Russia prossima al rientro nello sci di fondo. La porta resta sbarrata nel biathlon, dove si percorrono vie legali

Pubblicato

il

Biathlon Poligono Generica
Poligono Biathlon - La Presse

Le discipline di area FIS stanno per riammettere gli atleti russi. In particolare, c’è grande attesa nello sci di fondo, dove settimana dopo settimana aumenta il numero di atleti ai quali viene garantito lo “status neutrale”, ossia il salvacondotto necessario per prendere parte alle competizioni del massimo circuito. Non a caso, la federazione russa ha programmato delle gare per effettuare selezioni interne in vista della Coppa del Mondo.

Queste si disputeranno a Khanty-Mansiysk, in Siberia, il 10 e 11 novembre. Fra i partecipanti anche uomini e donne che, attualmente, non sarebbero eleggibili per l’arena internazionale, in quanto non è ancora stata accertata la loro “neutralità”. Fra di essi c’è anche Alexander Bolshunov, vicino al ritiro durante l’estate, ma evidentemente decisosi a proseguire, nonostante le parole di sconforto proclamate nei mesi scorsi.

Giustamente, la federazione russa si tutela e fa gareggiare tutti, in attesa che le pratiche vengano sbrigate dalla FIS. La dichiarazione di “neutralità”, al di là della facciata, altro non è che un passaggio burocratico. Potrebbe, invero, diventare anche un escamotage per impedire il rientro di “atleti sgraditi”, perché nessuno controlla il controllore e la FIS ha sostanzialmente potere assoluto su chi riammettere e chi no. Comunque, eventuali esclusioni ad personam non si sono ancora viste.

Il biathlon, invece, è sotto l’egida di un’altra federazione internazionale, l’IBU, dove si continuano a fare le barricate al rientro degli atleti russi e bielorussi. In questa disciplina, anche la nazione con capitale Minsk conta parecchio, soprattutto in ambito femminile. Viktor Maigourov, presidente della RBU (la federazione russa del biathlon) ha spiegato che l’unica speranza è rappresentata da un verdetto del TAS su una causa ancora in corso.

“Oramai ci siamo appellati al Tribunale di Losanna da quasi un anno. L’udienza è stata effettuata a maggio, ma stiamo ancora aspettando una sentenza. Io resto speranzoso, ma credo sia l’unica possibilità di rientrare in tempi brevi. I nostri rapporti con l’IBU non sono negativi, il nuovo presidente Tim Farncik è una persona comprensiva e con la quale si può lavorare. Però non prende decisioni da solo, c’è un comitato esecutivo, dove la maggioranza dei membri resta ostile al ritorno della Russia. Sono cambiate le facce, ma non i passaporti di queste persone. Quindi, come potete capire, è una situazione politica” ha detto l’ex biathleta, ora dirigente sportivo.

Insomma, per quanto concerne la Coppa del Mondo di biathlon, tutto passa per le vie legali. Peraltro, se anche vi dovesse essere una riammissione sulla base della sentenza del TAS, si porrebbe il problema legato ai contingenti e all’eleggibilità degli atleti, che dovrebbero riguadagnarla tramite le competizioni cadette. Come se non bastasse, i russi non potrebbero in ogni caso partecipare ai Mondiali 2027, poiché le frontiere dell’Estonia restano chiuse a chi ha un passaporto emesso da Mosca.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità