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Sport Invernali, la Russia del salto con gli sci non gareggerà in Norvegia e Finlandia. Timori per la sicurezza. Sarà un problema diffuso ad altri sport?

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Evgeny Klimov
Klimov / La Presse

Dopo quattro stagioni, la Russia si appresta a fare il proprio ritorno nell’arena internazionale degli sport invernali. In ambito FIS, diversi atleti stanno ottenendo lo status di “neutrali”, ma la situazione non è affatto risolta. Anzi, verosimilmente siamo ancora lontani dalla normalizzazione e la “spia” in tal senso è data da quanto dichiarato dall’allenatore della squadra di salto con gli sci Evgeny Plekhov. Attenzione, perché quanto ha detto potrebbe non valere solo per la sua disciplina, bensì per tutte.

“In questi giorni sono stato a Klingenthal per l’ultima tappa di Summer Grand Prix, dov ho incontrato il direttore della Coppa del Mondo, Sandro Pertile. Con noi c’era anche anche Dmitry Dubrovsky, un dirigente della nostra federazione. Nella riunione con Sandro, si è discusso di quali possano essere le tappe migliori dove gareggiare, sia dal punto di vista della sicurezza, che sotto altri aspetti.

Abbiamo già capito che, molto probabilmente, non saremo della partita nelle prime tappe di Coppa del Mondo, programmate in Norvegia e Finlandia. È verosimile che la squadra cominci la sua avventura nel massimo circuito con gli appuntamenti in Germania e Svizzera. Poi avremo la Tournée dei 4 Trampolini e, per il momento, qui finiscono i nostri piani. Poi vedremo come potremo muoverci”.

Insomma, Plekhov, zitto zitto, scoperchia un vaso di Pandora. Per gli atleti russi non sarà possibile gareggiare dovunque. In primis per “gli altri aspetti” di cui sopra. Il riferimento è chiaramente ai visti o altri ostacoli di natura legislativa. Per esempio, i cittadini russi non possono tuttora entrare in Estonia. Il problema si porrebbe eventualmente sul biathlon, alla luce del fatto che i Mondiali siano a Otepää.

Per quanto concerne il salto con gli sci, così come lo sci di fondo, la manifestazione iridata sarà in Svezia. Si sa come i Paesi scandinavi siano, assieme a quelli dell’Europa centrale, i più intransigenti nei confronti della Russia in generale. Alla luce di quanto accaduto nel passato, soprattutto nel momento in cui sono cominciate le operazioni belliche in territorio ucraino, i timori legati alla sicurezza sono comprensibili.

Inutile usare troppi giri di parole, i russi non sono ben visti in Norvegia e in Finlandia, così come in Polonia. Quindi, è evidente come si vogliano evitare situazioni di potenziale rischio (o quantomeno imbarazzanti) di aperta ostilità verso gli atleti di Росси́я. Vale per il salto con gli sci, così come per qualsiasi altro sport; e tutti dovranno convivere con questa dinamica candidamente enunciata da Plekhov.

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