CiclismoStrada
Remco Evenepoel beffa al fotofinish Ciccone e conquista l’Europeo. Anche Scaroni sul podio
Mezzo pollice di copertone, un paio di centimetri (a essere generosi). Questa è la differenza tra Remco Evenepoel e Giulio Ciccone sul traguardo di Sencur (Slovenia), in chiusura della prova in linea degli Europei 2026 di ciclismo: il fuoriclasse belga ha beffato il nostro portacolori al photofinish, al termine di una volata pirotecnica e coraggiosa lanciata dall’abruzzese, rimontato dal grande favorito della vigilia e battuto letteralmente sulla linea d’arrivo.
Dopo aver corso da protagonista ai Mondiali della scorsa settimana (chiusi al nono posto in quel di Montreal), il capitano della nostra Nazionale ha inseguito il colpaccio sulle strade balcaniche, dove era assente il padrone di casa Tadej Pogacar, a causa della caduta accusata un mese fa alla Vuelta di Spagna. Il 31enne ha attaccato sulla penultima salita di Mozjanca, il Campione del Mondo a cronometro ha risposto e sono arrivati insieme al GPM, dove il belga ha preso la curva troppo forte ed è caduto.
Evenepoel ha saputo recuperare, ha contrattaccato in discesa, l’azzurro ha risposto e sono andati via insieme a 32 km dall’arrivo. L’ultima ascesa non ha partorito il verdetto e tutto si è deciso allo sprint: Ciccone ha preso all’interno l’ultima curva a 300 metri dall’arrivo, ha guadagnato quattro-cinque metri, è stato rimontato e proprio sulla linea del traguardo è stato superato, con un verdetto ufficiale arrivato soltanto dopo qualche minuto e su cui l’Italia ha chiesto delle delucidazioni.
Remco Evenepoel ha conquistato la maglia blustellata e succede nell’albo d’oro a Pogacar, completando il proprio palmares: oro alle Olimpiadi (in linea e a cronometro), oro ai Mondiali e agli Europei (in entrambe le versioni). Ciccone medaglia d’argento, non è riuscito a battere Evenepoel come fece Sonny Colbrelli nella volata di Trento nel 2021. L’Italia torna sul podio dopo cinque anni da quella volta e lo fa anche con Christian Scaroni, eccellente bronzo a 59 secondi. A seguire il lettone Toms Skujins (a 1’13”), lo spagnolo Ivan Romeo (a 1’16”), il belga Ramses Debruyne (a 1’16”) e il tedesco Emil Herzog a 1’16”, decimo lo sloveno Primoz Roglic a 1’19”.
LA CRONACA DEGLI EUROPEI DI CICLISMO
Primi 85 chilometri completamente pianeggianti con partenza da Lubiana, poi si è entrati nel circuito finale di Sencur, da percorrere per cinque volte e caratterizzato dall’esigente salita di Mozjanca (2,1 km al 10,2% di pendenza media), proposta in ultima battuta a una quindicina di chilometri dal traguardo. Nelle battute iniziali si è formata la fuga, composta da Luka Mezgec (Slovenia), Jakob Soderqvist (Svezia), Fabian Weiss (Svizzera), Tiago Antunes (Portogallo), Jochem Kerckhaert (Olanda), Joseph Cerny (Cechia).
Gli attaccanti vengono ripresi quando mancano novanta chilometri al traguardo e l’Italia opera un bel forcing in salita, promosso da Crescioli e Fancellu. Il primo a pagarne dazio è lo spagnolo Juan Ayuso, gli azzurri hanno voluto fare il ritmo e così si è fatta parecchia selezione, ma sarebbe forse stato più saggio provare a mandare all’attacco un proprio elemento, in modo da costringere il Belgio a lavorare in prima persona.
Nel corso del terzultimo giro, l’Italia si rimette davanti in salita con Frigo e Fancellu, con Ulissi, Scaroni e Ciccone in ruota, mentre Pellizzari fatica sulle prime rampe e deve risalire il gruppo in progressione. Davanti rimangono una ventina di corridori allo scollinamento e a 55 km ci prova il francese Sivakov, ma non riesce a fare la differenza e viene ripreso poco prima della conclusione della tornata.
La corsa si infiamma sul penultimo passaggio sulla salita di Mozjanca: Ciccone attacca di forza quando mancano 36,3 km dal traguardo, Evenepoel si riporta subito sotto, macina una pedalata diabolica e cerca di fare il vuoto, ma l’abruzzese tiene la ruota. Nei pressi del GPM, il belga prende troppo forte la curva verso destra, cade e va a sbattere contro le transenne, mentre l’azzurro può andare via in solitaria, ma manca troppo al traguardo e deve inevitabilmente rallentare.
Nel frattempo Evenepoel si rialza e viene assorbito da un gruppetto, che riesce a rientrare sul nostro portacolori. In controtempo, a 32 km al traguardo, in un tratto in discesa, il Campione del Mondo a cronometro attacca, Ciccone risponde e la coppia dei favoriti della vigilia va via di comune accordo, guadagnando rapidamente una ventina di secondi sul gruppo all’inseguimento, dove manca l’accordo.
Il margine si amplia fino a 50” e i due si sfidano a viso aperto sull’ultima salita, ma nessuno sembra avere più le energie per piazzare la rasoiata a effetto con cui fare la differenza. Ciccone ed Evenepoel scollinano insieme, mentre dietro un sontuoso Scaroni stacca il francese Mathys Rondel ed diventa terzo tutto solo, a una quarantina di secondi di ritardo dai due battistrada. Non ci sono le radioline, Giulio non può sapere che dietro c’è un proprio compagno di squadra. L’azzurro decide di non dare più cambi a Remco.
Evenepoel rimane sempre davanti fino ai -2, Ciccone sta a ruota del miglior cronoman del panorama internazionale e studia il da farsi in vista della volata. Dietro Scaroni si trova tutto solo, riesce a mantenere una trentina di secondi di margine sui più immediati inseguitori ma non ha possibilità di rientrare sulla coppia di testa e l’ammiraglia del Belgio comunica la situazione, costringendo così Ciccone a dare qualche cambio negli ultimi duemila metri.
Giulio Ciccone sorpassa Evenepoel all’interno dell’ultima curva, quando mancano 300 metri, e parte di slancio, guadagna quattro-cinque metri, li riesce a conservare fino agli ultimi 50 metri, ma da dietro il belga risale di forza e con un colpo di reni riesce ad avere la meglio per un quarto di ruota: una manciata di centimetri ha fatto la differenza dopo 196 chilometri. Evenepoel Campione d’Europa, Ciccone argento, Scaroni bronzo a 59”.
