Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Calcio

Perché la FIGC è stata commissariata e Malagò è il commissario? Cos’è successo e le elezioni. Buonfiglio: “Lui una vittima”

Pubblicato

il

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò / Lapresse

Nelle ultime settimane ha tenuto banco il caso Malagò: l’eletto Presidente della FIGC non risultava tesserato alla Federazione al momento della sua nomina a numero 1 del calcio tricolore e dunque, stante il regolamento vigente, non avrebbe potuto essere tra i candidati. Si è dunque materializzato lo spettro del commissariamento della Federazione e la Giunti Coni era chiamata a esprimersi in merito, anche se erano emersi diversi dubbi su chi avrebbe dovuto effettivamente votare, con un nodo riguardo al conflitto di interessi.

Nelle ultime ore si era aperto lo spiraglio di una soluzione diversa, poi effettivamente adottata. La Federcalcio è stata sì commissariata, ma il commissario sarà proprio Malagò, che è nei fatti diventato ex presidente. Sembra che l’iniziativa sia stata voluta da Luciano Buonfiglio (presidente del Coni, succeduto nel ruolo proprio a Malagò). La Giunta del Coni ha approvato all’unanimità la misura: “Il Presidente Buonfiglio ha proposto alla Giunta il Commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio nella persona di Giovanni Malagò, affinché si proceda a celebrare nuove elezioni entro e non oltre il 31 gennaio 2027“.

La decisione è stata poi approvata anche dal Consiglio del Coni all’unanimità: “Ratificata all’unanimità la delibera della Giunta Nazionale odierna, relativa al Commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio e alla nomina di Giovanni Malagò a Commissario Straordinario, affinché entro e non oltre il 31 gennaio 2027 celebri l’Assemblea Straordinaria Elettiva, preordinata al ripristino delle cariche federali in un contesto di piena legalità e osservanza delle norme federali. Il Commissario Straordinario dovrà, altresì, vigilare sul regolare funzionamento dell’apparato federale“.

Giovanni Malagò sarà dunque il commissario della FIGC fino alle prossime elezioni, attese nel giro di tre mesi. Probabilmente Malagò sarà l’unico candidato e quindi verrebbe nei fatti rieletto, dopo aver prevalso in maniera nitida nello scrutinio dello scorso 22 giugno (68,58% delle preferenze contro il 29,17% di Giancarlo Abete).

Giovanni Malagò ha espresso la propria opinione: “Io penso che chi ha seguito la vicenda sia in grado di valutare se io sia uno sconfitto o un vincitore. Magari non c’è uno sconfitto o un vincitore. Dire che ci sono state incomprensioni con Buonfiglio mi pare che saia affettuosamente eufemistico. Ho ricevuto una chiamata da Buonfiglio che mi ha chiesto di incontrarlo, c’è stata una proposta che mi sento di condividere in pieno, come confermato prima da tutti i colleghi di Giunta, nessun escluso, senza che nessuno sia stato condannato a non esprimersi, poi anche dal Consiglio nazionale. Ci sono minimo 60 giorni per indire le elezioni, quindi fino al 7 dicembre. Mi sembra che la prima data fattibile sia il 14 dicembre. Si andrà a elezioni, non perdiamo del tempo“.

Il commissario ha proseguito: “Il calcio sempre dalla mia part? Non so come si possa pensare che non lo sia. È stata una vicenda difficile, imbarazzante ma così è la vita. È confermato che ho la schiena dritta. Se Diana Bianchedi tornerà capo delegazione? Il presidente Buonfiglio mi ha anticipato questa sua volontà e ha fatto richiesta espressa in Giunta, dice che mi manderà una lettera. Gli ho detto che è un tema che si potrà affrontare ma credo sia una cosa che dovrà affrontare il presidente, non il commissario“.

Luciano Buonfiglio ha fatto seguito: “Malagò per me è stato vittima, ci voleva qualcuno che gli facesse notare la mancanza. Prima di una elezione, bisogna che ci sia una verifica dei requisiti, che è saltata. Non ci sono vincitori e vinti in questa storia, si è ribadito il rispetto delle regole. Le regole vanno rispettate, non si deve creare un precedente“.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità