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MotoGP, per Aprilia il Mondiale costruttori può e deve essere un obiettivo. Non vincerlo sarebbe uno sciupio e uno smacco

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Marco Bezzecchi / Valerio Origo

Oltre a quello piloti, c’è anche un altro Mondiale di MotoGP in palio. Si parla di quello riservato ai costruttori. Siamo tutti d’accordo nel constatare come nelle due ruote non abbia la stessa valenza assunta in F1. Tuttavia, l’alloro può comunque essere ambito da chi non lo ha mai conquistato. Ovviamente, il riferimento è all’Aprilia, attualmente battistrada nella graduatoria riservata alle Case.

L’azienda di Noale ha 503 punti, 12 in più rispetto alla Ducati. Le entità italiane si stanno sfidando in un autentico testa a testa, tanto che Aprilia ha ripreso il comando grazie al risultato del GP d’Indonesia. Al riguardo è impressionante constatare come la Casa di Borgo Panigale stia venendo letteralmente trascinata da Marc Marquez, che con il suo rendimento sta mettendo in discussione un titolo che non dovrebbe esserlo.

Francamente, ci sono pochi dubbi in merito al fatto che la RS-GP sia la moto migliore del 2026. Ai Ogura è quarto in classifica generale pur con due weekend in meno rispetto a Pedro Acosta (quinto in campionato). Inoltre, Raul Fernandez, il quarto alfiere di Noale, è davanti al terzo di Borgo Panigale. Eppure, nel Mondiale costruttori, dove conta solo il risultato della miglior moto, Ducati è lì.

Sarebbe intellettualmente disonesto non dire che se Aprilia non dovesse vincere almeno il Mondiale costruttori, sarebbe un autentico sciupio. Nel Mondiale piloti, la differenza può essere fatta dal talento del singolo, come effettivamente sta venendo fatta da un Marquez sensazionale, capace di sfidare i Cavalieri Neri, sino al punto di metterne in discussione la supremazia.

Però, nella classifica costruttori, dovrebbe emergere la bontà del progetto. Come detto, la RS-GP 2026 si sta complessivamente dimostrando il mezzo più completo e competitivo. Cionondimeno, quello che sarebbe un alloro ampiamente meritato, rischia di sfuggire a chi schiera la moto di riferimento. Se il Mondiale costruttori andasse a Ducati, per Aprilia non sarebbe solo un’occasione gettata alle ortiche, bensì anche uno smacco.

Ovviamente, l’Iride “che conta” è quello piloti. Nulla quaestio. Però, per chi non si è mai imposto in alcun ambito, l’eventuale successo costruttori significherebbe comunque colpire un bel bersaglio. Le frecce nella faretra di Noale sono di più rispetto a quelle riposte nel turcasso di Borgo Panigale, che tuttavia ha dalla sua un arciere fenomenale. Vedremo come evolverà la fase finale della stagione su questo fronte, meno prestigioso e pubblicizzato di quello principale, ma in ogni caso importante.

Per completezza, va sottolineato come un Mondiale, in casa Aprilia, lo festeggeranno sicuramente. Parliamo del meno blasonato dei tre messi in palio ogni anno, quello riservato alle squadre. Aprilia Racing, ossia il Factory Team, ha un vantaggio di assoluta sicurezza sulla controparte ducatista. Anzi, questa rischia addirittura di essere scavalcata dal Team Trackhouse, che potrebbe consentire a Noale di realizzare un’iconica doppietta. A maggiore riprova della bontà della RS-GP, che meriterebbe appunto almeno il riconoscimento del titolo costruttori.

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