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MotoGP, GP Indonesia 2026. A Mandalika nuovo round fra Martin e Marquez. Ultima spiaggia per Bezzecchi?
La MotoGP si prepara al Gran Premio d’Indonesia, tenendo l’ormai consueto ritmo serrato che caratterizza la Tournée Asiatica di fine stagione. L’appuntamento programmato nell’autodromo di Mandalika si dipanerà fra venerdì 9 e domenica 11 ottobre. Sarà il diciassettesimo round della sfida la conquista del titolo mondiale 2026, che a Motegi ha detto molto bene a Marc Marquez.
El Trueno de Cervera ha ottenuto il bottino pieno dall’appuntamento nipponico, sostanzialmente riagganciando Jorge Martin nella classifica generale. I due spagnoli sono separati da soli 2 punti, ossia una differenza trascurabile. Di certo c’è che Martinator non molla di un centimetro, difendendosi con le unghie e con i denti. Il conteggio delle vittorie è eloquente: 6-1 nei GP e 7-4 nelle Sprint in favore del ducatista. Eppure l’aritmetica da’ ancora ragione all’alfiere di Noale.
Va bene, Marc ha meno eventi all’attivo, ma guai a dare per spacciato Jorge, che sta lottando come un leone. Ricordiamoci che è madrileno e dunque “nunca muere”, ovvero “non muore mai”. Lo si è visto a Spielberg, dove ha rimesso luce tra sé e il catalano dopo esserne stato raggiunto a Misano. Peraltro, Mandalika potrebbe essere terreno favorevole ad Aprilia, a differenza della pista di Motegi, storicamente pro-Ducati.
Anzi, diciamo pure che una pista fluida, con cambi di direzione rapidi, ricca di curve veloci e con poche staccate estreme sembra essere stata disegnata per la RS-GP. Vedremo se sarà davvero così e quale influenza potranno avere il meteo, piuttosto degli pneumatici, finiti al centro del dibattito in Giappone, soprattutto per le scelte effettuate da Michelin.
Solo Martin e Marquez per il Mondiale? Apparentemente sì, perché l’abbrivio di Marco Bezzecchi si sta esaurendo. Partito come un missile, il riminese è ora un passo indietro rispetto ai due spagnoli. Non solo in termini aritmetici, anche prestazionali. C’è bisogno di un ribaltone nelle sue performance per restare un credibile pretendente al titolo. Viceversa, potrebbe accontentarsi di dover fare da “ago della bilancia”, oppure trovarsi in una posizione subalterna al compagno di squadra.
Comunque, l’italiano non è ancora totalmente fuorigioco. Annaspa, è in grossa difficoltà, però è ancora a galla. Per ora. Mandalika potrebbe rappresentare la proverbiale “Ultima Spiaggia” nella rincorsa al Mondiale 2026, i cui equilibri cambiano continuamente, senza trovare una stabilità. Per fortuna, perché in questo modo non mancano le emozioni.
