Tennis
Monaco: “Sinner può decidere se e quando tornare. Lui e Alcaraz vanno a caccia solo di due cose”
Si alza il sipario su un mese di ottobre di estrema importanza per il mondo del tennis e si apre ufficialmente l’ultima parte dell’annata. Un 2026 che ci ha già dato moltissimo ma che, statene certi, sarà pronto ancora a regalarci spunti di interesse ed emozioni davvero a pioggia. Di questo periodo così particolare tra Coppa Davis, Billie Jean King Cup, Laver Cup, tornei di Pechino e Shanghai, si è parlato in maniera quanto mai approfondita nell’ultima puntata di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Guido Monaco, commentatore tecnico di Eurosport, inizia dagli ultimi eventi nel settore femminile: “Faccio un breve commento sulla BJK Cup. Il nostro movimento mette in mostra una crescita lenta e inesorabile, voglio essere ottimista. La quota media delle italiane nelle prime 250 del mondo sta aumentando, ma è ancora ridotta, ovviamente. In questa edizione, dopo un bel quarto di finale vinto contro la Cina, in semifinale Garbin decide di lanciare una giovane al posto di Cocciaretto. Bronzetti non dà garanzie e le altre non hanno ancora il livello per essere convocate, a quanto pare. Grant? Per me ha un potenziale importante. Ha velocità e potenza di palla, ha piglio e personalità ma, c’è un “però” notevole sul suo atletismo e sulla sua capacità di muoversi in campo. Ad oggi direi che è ancora insufficiente. C’è tanto margine nel suo caso? Non ne sono del tutto sicuro. La sensazione è che, quando Paolini non sarà più una tennista di alto livello, perchè va detto che i suoi risultati hanno nascosto molto la situazione negli ultimi anni, alle sue spalle temo ci sarà il nulla. La Cechia? Mi pare che avesse una squadra molto completa e ha vinto con facilità. Se anche avessimo battuto l’Ucraina la finale per noi sarebbe stata davvero dura”.
Dal comparto femminile… a quello maschile con la Laver Cup: “Cosa penso? In primo luogo che giocano su una superficie molto particolare, sembra quasi collosa, che rende non semplici i movimenti. Non ultimo, poi, le palline si aprono. Sembrava fosse quasi impossibile tirare vincenti da fondo campo, per cui chi ci provava doveva andare al limite e spesso sbagliava. Di ace se ne vedevano pochi, per cui era evidente che l’unico modo per fare punti in continuità era prendere la rete. Quando lo facevano, infatti, era quasi sempre punto. Non capisco perchè nel tennis normale non lo facciano quasi mai. Devono verticalizzare di più il gioco perché è una strada da percorrere assolutamente. A livello di torneo penso che diverse cose si potrebbero migliorare. Per esempio si potrebbe pensare ad uno Stati Uniti contro Resto del Mondo. Sinner? Penso che lo vedremo solo a fine carriera in questo evento. Zverev? Incredibile, gioca sempre, ma come fa? Anche a Londra ha giocato altri due singolari. Ha vinto gli US Open, è in lotta per il numero 1 del mondo e, nonostante questo, gioca Davis e Laver Cup? Non è una cosa da poco in un mondo nel quale tutti preferiscono rallentare. Ha una grande fisicità e non si stanca mai di giocare. Un caso a parte è Alcaraz. Quella competizione gli fa proprio bene, gli dà il giusto mix tra impegno e divertimento che gli serve per non spegnersi. Contro Fritz è andata proprio così, rischiando di perdere”.
Passiamo poi alla stretta attualità, ovvero all’infortunio al dito della mano di Lorenzo Musetti. Uno stop che proprio non ci voleva per il tennista toscano: “Questo suo ultimo periodo, tra sfilate e spot pubblicitari, lo ha forse distratto un po’. Non so che immagine di sé voglia dare al pubblico. Nello sport bisogna stare zitti e pedalare, questo è il mio parere. Io avrei gestito tutto in maniera diversa. Ora, poi, ha avuto anche la sfortuna del problema al dito che gli costerà immagino anche Shanghai. Diciamo che, in soldoni, la sua stagione non è praticamente mai iniziata”.
Ultimo capitolo, ma quello su cui si è scritto e si sta scrivendo di più: il possibile rientro in campo di Jannik Sinner a Shanghai. “Sembra, leggendo sui social, che potrebbe davvero rientrare a Shanghai dopo aver rinunciato anche a Pechino. Nel caso sia davvero così, le letture saranno tante. Rientrare a Pechino avrebbe potuto dargli un ritorno più comodo, anche a livello climatico, e allenamento in più ma, dall’altra parte, avrebbe dovuto giocare due tornei consecutivi e forse non era il caso dopo uno stop così lungo. Bisogna affidarsi totalmente al suo staff che conosce meglio di tutti la sua situazione. Leggevo addirittura di possibile ritorno a gennaio, di carriera a rischio, ma non scherziamo! Uno che vince cinque Masters 1000 di fila non è certo uno debole fisicamente, anzi! Se andrà a Shanghai? Penso proprio di sì, ma non sono sicuro che giocherà tanto è nella posizione in cui può decidere lui senza problemi quando e e se tornare. Lui e Alcaraz, come ha dimostrato il 2026, vanno a caccia di due cose: salute e titoli Slam”.
