Tennis
Lorenzo Musetti, il nuovo team è una questione di famiglia: Gianluca Mager al suo fianco
A Lorenzo Musetti non basta cambiare qualcosa nel proprio angolo: sembra voler costruire attorno a sé un ambiente in cui la fiducia personale conti almeno quanto la competenza tecnica. La presenza di Gianluca Mager nel suo box all’ATP 250 di Lione 2026 va letta anche in questa direzione. Non un avversario da affrontare dall’altra parte della rete, ma un nuovo alleato con cui condividere un percorso professionale. E, dettaglio tutt’altro che secondario, un familiare.
L’ex tennista ligure è entrato nello staff del carrarino con il ruolo di vice-allenatore, affiancando Simone Tartarini, storico riferimento tecnico di Musetti. Il suo inserimento si colloca nel riassetto seguito alla conclusione del rapporto con José Perlas, avvenuta a giugno. Una casella da riempire, dunque, ma senza necessariamente ricorrere a un nome estraneo alla cerchia più vicina al numero uno azzurro.
La prima uscita della nuova collaborazione ha offerto indicazioni incoraggianti. Sotto gli occhi di Mager, Musetti ha superato Matteo Arnaldi nel derby italiano al debutto nel torneo francese, imponendosi per 6-1, 6-4. Un esordio convincente, che non basta naturalmente a certificare la bontà di una scelta destinata a essere valutata sul medio periodo, ma che permette di cominciare con il piede giusto. Almeno per una volta, il primo test del nuovo assetto non ha richiesto particolari straordinari: è bastato vincere la partita. E oggi, contro il talentuoso e giovanissimo francese Moïse Kouamé che al primo turno ha battuto Lorenzo Sonego, un nuovo test.
Il rapporto tra i due, del resto, non nasce negli spogliatoi del circuito né si esaurisce nelle questioni tattiche. Mager è sposato con Valentina Confalonieri, sorella di Veronica Confalonieri, compagna di Musetti. I due sono quindi cognati: un legame che rende la collaborazione qualcosa di più articolato rispetto al semplice ingresso di una nuova figura professionale nello staff.
La scelta suggerisce una possibile linea di continuità nella costruzione del gruppo di lavoro del toscano. Più che circondarsi di personalità esterne, magari con un curriculum più lungo nell’ambito dell’allenamento, il carrarino sembra orientato a valorizzare persone con cui esiste già un rapporto di fiducia consolidato. Una preferenza comprensibile in uno sport individuale nel quale il giocatore è solo in campo, ma trascorre gran parte della propria carriera immerso nel lavoro quotidiano con il suo entourage.
La scelta di Mager sembra raccontare soprattutto una filosofia: intervenire sull’organizzazione senza stravolgere l’identità dell’ambiente di lavoro. Dopo la separazione da Perlas, Musetti avrebbe potuto puntare su un’altra figura di grande esperienza internazionale. Ha invece accolto nel proprio staff una persona che conosce il circuito dall’interno e con cui condivide anche un rapporto familiare.
Mager, infatti, non arriva da un mondo distante da quello del suo nuovo incarico. Da ex professionista, conosce le dinamiche del Tour, le pressioni della competizione e le difficoltà che accompagnano una stagione lunga. La sua esperienza da giocatore può rappresentare una risorsa, anche se il ruolo di vice-allenatore richiede capacità specifiche e responsabilità diverse da quelle affrontate durante la carriera agonistica.
Per Musetti, l’obiettivo resta quello di ritrovare continuità, fiducia e risultati, accumulando punti preziosi nella parte finale della stagione. Il nuovo assetto nasce con questa prospettiva, non con la promessa di una soluzione immediata. Una vittoria a Lione è un buon inizio, ma sarà la tenuta del rendimento nel tempo a fornire indicazioni più significative.
