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‘La scodata’ di De Chiesa: “Trocker da rivedere. De Aliprandini? Giusto restare se glielo fanno fare”
IL BILANCIO DELLA NAZIONALE FEMMINILE A SOELDEN
La squadra femminile è un’altra cosa con le assenze di Brignone e Goggia, quindi si parte da altri presupposti. Zenere è stata bravissima, ha fatto il suo nella prima manche, poi con un recupero rocambolesco è salita sino al quinto posto.
Della Mea non mi è piaciuta tecnicamente nella prima manche, nella seconda ha fatto meglio. La Pazzaglia scia bene, è giovane, nella prima manche è andata bene, poi nella seconda ha tirato un po’ troppo i freni.
TROCKER E LE GIOVANI
Da Anna Trocker mi aspettavo di più, non mi è piaciuta molto. Tecnicamente scia bene, però mancava solidità sul terreno, l’ho vista un po’ leggerina. Il muro del Rettenbach è tecnico: una come lei, stando a quanto ci ha fatto vedere nel finale della passata stagione, avrebbe dovuto tenere il passo. Aspettiamo di rivederla nelle prossime uscite. Le altre giovani non hanno convinto, per niente, sciando male, senza guizzi o sezioni particolarmente veloci.
MIKAELA SHIFFRIN GUARDINGA NELLA SECONDA MANCHE
Le ultime tre hanno trovato una visibilità pessima, peraltro peggiorata nel giro di pochi minuti. Giustamente l’americana ha fatto bene a non prendersi rischi. Nella prima manche ha fatto vedere come si scia, pur con la zavorra di 3 decimi al primo intermedio a causa del vento contrario. L’unica che stava andando più forte di lei era la Scheib, uscita dopo due intermedi. Guardando alla Coppa del Mondo generale, la tedesca Aicher adesso è da podio in quattro discipline. Se non si fa male, chi la batte?
ALEX VINATZER INIZIA CON UN BUON PIAZZAMENTO
Nella prima manche è stato discreto, nella seconda è stato bravo e ha recuperato tante posizioni. Può stare in pianta stabile nei primi 10 in gigante: questa è la sua dimensione. Finora gli è mancata la continuità su certi livelli, perché sbaglia spesso e volentieri. Quello attuale è il suo standard: vedremo se arriverà l’acuto.
IL PROGETTO DI GIOVANNI FRANZONI
Franzoni è stato bravo. Ha ripreso il gigante dopo tanto tempo e quel bruttissimo incidente di Wengen. Adesso ci sta riprovando, ha realizzato il miglior tempo sul piano finale nella prima manche, dove ha fatto la differenza su tutti, compreso Odermatt. Nella seconda purtroppo si è incartato proprio nel finale, affrontando il primo dosso del piano fuori tempo e assetto. E’ stato colto un po’ di sorpresa ed è andato in rotazione. Su Franzoni gigantista ci sono tante incognite, perché disputare tre discipline ad alto livello è un’impresa titanica. Solo pochi eletti ci riescono, attualmente il solo Odermatt. Bisogna vedere fisicamente e mentalmente come reagisce. Fisicamente si è irrobustito, quindi è giusto provarci. Partiamo però dal presupposto che è molto difficile essere competitivi nei giganti in piena stagione per un discesista.
DE ALIPRANDINI SI RIMETTE IN GIOCO A 36 ANNI: CHI GLIELO FA FARE?
Glielo fa fare la Federazione. Questo è un po’ il trend degli ultimi anni, se pensiamo anche ad Innerhofer nella velocità. Mi sorge però un quesito: visto che molti atleti si sono dovuti pagare l’aereo per andare ad Ushuaia, e considerando dunque che la Federazione non navighi di certo nell’oro, non capisco perché allora investire risorse su un atleta a fine carriera di 36 anni che parte con il n.44. Lui fa benissimo a proseguire, perché evidentemente si diverte. La Federazione glielo lascia fare. Quando vedi atleti di 36-37 anni che si trascinano, forse sarebbe il caso di guardare altrove. Ai miei tempi fui mandato a casa a 30 anni perché, da regolamento, a quell’età occorreva far parte dei primi 15 al mondo per poter continuare a gareggiare: quell’anno ero 16°! Eccessivo allora e, per converso, anche adesso.
VA DETTO CHE GIOVANI DA CONVOCARE NON CE NE SONO…
Bisogna avere il coraggio di fare certe scelte. Se ci sono atleti a fine carriera, bisogna investire le risorse da un’altra parte, senza buttare via i soldi. Il sistema giovanile attuale è completamente sbagliato. I norvegesi fino a 12 anni non fanno gare, sono eclettici e praticano diversi sport. Se non sei un ‘selvaggio’ sullo sci, crescendo diventi un automa che sa fare solo pali. Sarò forse troppo duro, ma ritengo che se arrivasse un nuovo presidente FISI e facesse tutto quello che serve fare per rifondare il sistema, credo che dopo quattro anni verrebbe mandato a casa perché inviso agli Sci Club.
