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La MotoGP rischia di trovarsi in Qatar durante nuovi raid militari. La data è la peggiore possibile per via delle elezioni USA
La MotoGP aveva indicato la metà di settembre come il momento del “rien ne va plus” legato al Gran Premio del Qatar, ossia il termine ultimo per decidere se correre o meno a Lusail nel weekend del 6-8 novembre. L’appuntamento avrebbe dovuto disputarsi dal 10 al 12 aprile, ma è stato rinviato a causa della Crisi dello Stretto di Hormuz. Una crisi che non si è risolta, nonostante si sia “raffreddata”. Almeno per il momento.
Venerdì 9 ottobre, in Indonesia, Carlos Ezpeleta è stato sollecitato in merito e ha ribadito che l’intenzione della MotoGP è quella di disputare il Gran Premio: “Stiamo seguendo la situazione e proseguiamo con i piani per andare in Qatar. Logicamente, la sicurezza è la priorità assoluta. Non c’è una data limite per decidere, perché tutto è già deciso e pianificato. Però possono sempre sorgere imprevisti. Pensiamo all’episodio di Valencia del 2024, abbiamo dovuto organizzare un evento in un altro luogo nel giro di dieci giorni. Dobbiamo collaborare con i team e con gli organizzatori per garantire la sicurezza ed assicurarci che esistano piani di emergenza. Presto ci sarà una decisione“. Il direttore generale aggiunto, in realtà, ha fatto un giro di parole per non dire nulla di concreto.
In realtà c’è un grossissimo problema, che potrebbe sopraggiungere all’ultimo momento. Come detto, l’appuntamento è previsto nel weekend del 6, 7 e 8 novembre. Bisogna ricordare come martedì 3 novembre, negli Stati Uniti, siano in programma le Elezioni di Medio Termine, passaggio fondamentale nel sistema politico americano. Si rinnovano la camera dei deputati e un terzo dei seggi del senato.
Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato, l’8 ottobre, che “non ci saranno attacchi prima delle elezioni”. Però il GP del Qatar è subito dopo le elezioni! Ballano, letteralmente pochi giorni. Bisogna essere prammatici e tenere sempre in considerazione come tutto dipenda dalla strategia politica Stars&Stripes. Se l’America vorrà forzare la mano, riprendendo i raid, allora fare tappa in Qatar in quei giorni significa rischiare di trovarsi nella zona calda proprio in concomitanza di una ripresa delle operazioni belliche.
Attenzione, non c’è modo di prevederlo con anticipo. Il GP di Malesia è programmato l’1 novembre, poi si tornerà verso Occidente, facendo scalo appunto in Qatar. Vero che Lusail è distante qualche centinaio di km dall’epicentro della crisi, però non sarebbe proprio il massimo in termini della sicurezza tanto cara ai padroni del vapore disputare un Gran Premio nei pressi di una “zona calda” proprio nel momento in cui i cieli sono solcati da missili, aerei da combattimento, bombardieri e droni.
Insomma, non potrebbe esserci data peggiore del 6, 7, 8 novembre per gareggiare in Qatar. Proprio perché non ci sono garanzie di alcun tipo, non c’è modo di sapere in anticipo se gli Stati Uniti decideranno di attaccare oppure no. Se si va in Qatar, si corre il rischio di trovarsi nel posto sbagliato proprio nel momento sbagliato. La Formula 1 ha meno problemi, gli appuntamenti mediorientali sono programmati il 29 novembre (Qatar) e il 6 dicembre (Abu Dhabi). La MotoGP, viceversa, si porrebbe nella situazione di trovarsi sotto alla Spada di Damocle proprio nel momento in cui il crine di cavallo si spezza. Ne vale la pena?
