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Coppa del MondoSci Alpino

Kilde si ferma di nuovo: grave infortunio per il campione norvegese

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Aleksander Kilde
Aleksander Aamodt Kilde / LaPresse

A pochi giorni dal via della stagione, Aleksander Aamodt Kilde si ferma ancora. Il fuoriclasse norvegese si è rotto il tendine d’Achille, durante un allenamento di discesa libera sulle nevi di Corralco, in Cile, e la Federazione Sciistica Norvegese ha confermato la notizia quest’oggi. Per un atleta che negli ultimi anni ha fatto della resistenza al dolore la propria cifra, è un colpo difficile da assorbire.

Il trentaquattrenne sta rientrando in fretta a Innsbruck, base austriaca dove lo attende la sua équipe medica di fiducia. Lì saranno eseguiti gli accertamenti approfonditi che permetteranno di stabilire il tipo di intervento e il percorso riabilitativo. Per ora non esiste una stima ufficiale sui tempi di recupero, ma tutto lascia intendere che l’assenza dalle piste sarà lunga, con ogni probabilità tale da compromettere l’intero inverno 2026/2027.

Il nuovo infortunio si innesta su una storia già poco fortunata. Il punto di rottura risale al gennaio 2024, quando sul traguardo della discesa di Wengen Kilde cadde in modo violento: lussazione alla spalla e un taglio profondo al polpaccio, provocato dalle lamine degli sci, con danni neurologici. A quelle lesioni si aggiunse poi una seria infezione, che mise a rischio la sua stessa vita. Seguirono mesi di interventi e di rieducazione, un calvario che avrebbe convinto molti a lasciar perdere.

Lui invece è tornato. Alla fine del 2025 ha ripreso a gareggiare in Coppa del Mondo, ma il fisico, sottoposto a un carico enorme dopo un’assenza così lunga, non ha retto fino in fondo. A febbraio 2026 ha dovuto chiudere in anticipo la stagione, rinunciando alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina per le complicazioni legate al sovraccarico, soprattutto ai problemi alla schiena. Era l’appuntamento che avrebbe dovuto sancire la sua rinascita sportiva.

Eppure l’estate sembrava aver rimesso le cose a posto: Kilde era stato regolarmente inserito nella squadra nazionale norvegese per il 2026/27 e si preparava a ripartire. La rottura del tendine d’Achille cancella queste prospettive e riapre una domanda che, ormai, non può più essere eluso: quanto ancora può chiedere un corpo già messo alla prova da così tanti stop? La risposta dipenderà dall’esito degli esami e dalla sua volontà di tornare a lottare, ma la sua straordinaria carriera si trova oggi davanti a un bivio più stretto che mai.

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