Coppa del MondoSci Alpino
Sci alpino, i convocati dell’Italia per Soelden. Nessuna discontinuità con il passato recente
L’Italia dello sci alpino maschile affida l’esordio nella Coppa del Mondo 2026/2027 a un gruppo consolidato, nel segno della continuità tecnica e della conoscenza reciproca. In vista del gigante inaugurale di Sölden, in programma il 25 ottobre sul ghiacciaio del Rettenbach, il direttore tecnico Massimo Carca ha definito la squadra azzurra, utilizzando tutti e sette i posti disponibili. Una scelta che esclude sorprese e conferma la fiducia nei protagonisti già inseriti stabilmente nel progetto nazionale.
La selezione riflette la volontà di ripartire da una base conosciuta, evitando cambiamenti alla vigilia di un appuntamento che rappresenta già un primo banco di prova significativo per le ambizioni italiane. Il gruppo riunisce atleti con percorsi ed esperienze differenti, ma accomunati dalla familiarità con il circuito maggiore e dalla necessità di trovare fin dalle prime gare il giusto equilibrio tra competitività e regolarità.
Tra i riferimenti della formazione figurano Luca De Aliprandini e Alex Vinatzer, chiamati a mettere a disposizione del collettivo esperienza, qualità tecniche e capacità di adattamento alle caratteristiche del tracciato austriaco. Con loro saranno al via Filippo Della Vite, Giovanni Borsotti, Giovanni Franzoni e Tobias Kastlunger, mentre Simon Talacci completa l’elenco dei convocati. Per tutti, l’appuntamento di Sölden offrirà l’opportunità di misurare il lavoro svolto durante la preparazione e di verificare il livello raggiunto in vista dei successivi impegni stagionali.
Il programma dei prossimi giorni sarà concentrato soprattutto sulla messa a punto della condizione fisica e sulla ricerca della necessaria confidenza con la neve. Gli azzurri si alleneranno tra Sölden e la vicina Pitztal, alternando il lavoro tecnico alla rifinitura degli ultimi dettagli in vista della gara. L’obiettivo è arrivare al via con riferimenti chiari e una condizione sufficientemente stabile per affrontare una pista che, per pendenza e caratteristiche del fondo, impone precisione e continuità lungo entrambe le manche.
Il Rettenbach, del resto, è un banco di prova impegnativo anche per gli atleti più esperti. In una gara che inaugura il calendario internazionale, gli errori possono incidere in maniera determinante e la capacità di gestire le condizioni del tracciato assume un peso decisivo. Per questo, oltre alla velocità pura, serviranno lucidità nella conduzione degli sci e solidità nell’arco dell’intera prova.
