Tennis
Juan Carlos Ferrero si candida sempre di più per il team di Sinner: ci sono delle evidenti controindicazioni, Norman più adatto?
Il 2026 di Jannik Sinner si chiude in anticipo. L’infortunio al ginocchio destro ha convinto l’altoatesino a interrompere la stagione, e lo stop gli costerà il primato mondiale, che passerà al tedesco Alexander Zverev. Mentre l’azzurro pensa al recupero, il circuito guarda già alla prossima annata e a quale sarà l’assetto del suo staff.
Il nodo riguarda Darren Cahill. Il rapporto con il tecnico australiano potrebbe essere vicino alla conclusione. Al momento non c’è alcuna conferma, solo voci. Il quotidiano britannico The Times ha lanciato l’ipotesi di una riduzione degli impegni di Cahill o di un suo addio a fine anno.
In questo quadro si inseriscono le parole di Juan Carlos Ferrero, ex allenatore di Carlos Alcaraz, al quotidiano spagnolo Diario As. Il tecnico valenciano ha ribadito la voglia di guidare un giocatore già affermato e, parlando di Sinner, non ha nascosto la stima: “Sinner è un giocatore spettacolare. Credo che abbia già dimostrato che, quando è al massimo della forma, è molto difficile da battere“.
Ferrero è consapevole che un passaggio al principale rivale del suo ex assistito (Carlos Alcaraz) sarebbe mal digerito, soprattutto in Spagna, e ha provato a prevenire le critiche: “Non andrò contro nessuno, men che meno contro Carlos. Anch’io sto cercando di crescere come allenatore e, se si presentasse un’opportunità di questa portata, credo che la gente dovrebbe capirlo“.
Ferrero si era già esposto sul tema, e questa propensione a parlarne pubblicamente potrebbe pesare nella valutazione dell’entourage di Sinner, che ha sempre mantenuto un approccio riservato, quasi impermeabile, nei confronti dei media. Un candidato che alimenta il dibattito prima ancora di un contatto formale difficilmente rientra nel modello di comunicazione del team.
C’è poi un tema di compatibilità tecnica. Le caratteristiche del coach iberico, personalità forte e metodo ben definito, potrebbero entrare in conflitto con quelle di Simone Vagnozzi, l’altro allenatore di Sinner e figura solida dello staff, che dovrebbe essere confermato. L’equilibrio del box, in un gruppo ristretto e abituato a lavorare in armonia, è un valore da non mettere a rischio.
Per queste ragioni la pista più coerente sembra un’altra: Magnus Norman. Lo svedese, ex numero 2 del mondo, ha costruito la sua fama da allenatore soprattutto con Stan Wawrinka, guidato a tre titoli dello Slam: Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e Us Open 2016. Il suo nome non è nuovo per Sinner. All’inizio del 2022, dopo la separazione da Riccardo Piatti, era già stato indicato come possibile super-coach, ma la trattativa non andò in porto e la scelta cadde su Cahill. Ora il suo profilo, unendo qualità tecniche e umane, appare il più adatto a inserirsi accanto a Vagnozzi senza stravolgere gli equilibri.
Resta tutto da definire, e molto dipenderà dai tempi del recupero di Sinner e dalle decisioni di Cahill. Ma se il ciclo dovesse davvero chiudersi, la sfida per lo staff dell’azzurro sarà trovare un tecnico che sappia aggiungere esperienza senza rompere la compattezza costruita in questi anni.
