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Hockey Pista

Hockey pista: l’Italia femminile fa la storia ai Mondiali! Azzurre di bronzo al termine di una battaglia col Portogallo

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Italia hockey pista femminile / Ph. lebkuchenhausproductions

L’Italia femminile scrive la sua storia ai Mondiali 2026 di hockey pista. Al termine di una finale 3-4° posto clamorosa per spettacolo e pathos, le azzurre del ct Valerio Antezza l’hanno spuntata 3-2 sul Portogallo (battuto anche nella fase a gironi) andando a cogliere un bronzo storico: riportando il tricolore sul podio iridato 30 anni dopo l’ultima volta.

Gara da costante batticuore, con Lapolla e compagne brave e anche spietate quando c’è stato da poter andare a segnare, sorrette – nella metà campo difensiva – da una Veronica Caretta a dir poco monumentale fra i pali.

LA CRONACA

La partita si apre con aggressività da entrambe le parti: l’Italia, rispetto alla prova incolore con l’Argentina sembra essersi ricaricata. La contesa però non si sblocca: giro di timeout da parte degli allenatori, mentre il tempo scorre. Si arriva sino a 08’25” dall’intervallo: in quel momento Bertinato trova il modo di pungere per portare le azzurre in vantaggio 1-0.

Un vantaggio prezioso per le donne allenate da Valerio Antezza che prima evitano il pareggio grazie a una Caretta eccezionale nel parare un tiro diretto di Costas e poi vanno a raddoppiare con Ghirardello. Si va sul 2-0: score con cui si entra negli spogliatoi, anche perché Costas spreca nuovamente una chance diretta per segnare.

Il riposo giova ancora all’Italia: al rientro in campo arriva la zampata di Tamiozzo che si traduce nel 3-0 che allontana le due squadre. Le lusitane però non mollano e a 19’19” dalla fine accorciano con Moncovio siglando il 3-1.

Da quel momento il Portogallo inizia un lungo assedio alla porta azzurra. La clessidra inizia a svuotarsi ma la pressione aumenta andando ad asciugare le energie italiane. Moncovio, ancora lei, si inserisce per il 3-2 a 3′ dalla fine.

Le rossoverdi sono padrone totali del gioco e della pista, ma non del risultato: Lapolla e compagne si aggrappano a una Caretta che diventa monumentale ancor più quando a 2′ dalla fine viene sventolato un cartellino blu in faccia a Tamiozzo. L’estremo difensore para il tiro diretto a Costas, ancora una volta, e poi insieme alle sue altre tre compagne di movimento resiste all’assalto portoghese che si esaurisce sulla sirena.

Si chiude con l’Italia che esulta, le giocatrici si abbracciano festanti per una medaglia iridata che mancava alla squadra femminile esattamente da 30 anni: dai Mondiali del 1996 a Sertãozinho, quando in quel caso fu vinto l’argento alle spalle della Spagna.

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