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Hockey Pista

Hockey pista: ai Mondiali la Francia fa la storia. Italia, pagate care assenze e inesperienze

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Italia Hockey pista - Luis Velasco
Italia Hockey pista - Luis Velasco

I Mondiali 2026 di hockey pista ad Asuncion sono ufficialmente terminati, eppure l’eco di un torneo di questo calibro non si è ancora spento, anzi. Una manifestazione che, alla COP Arena, ha visto momenti clamorosi susseguirsi nell’impianto paraguaiano.

La Francia fa la storia
All’inizio del torneo i transalpini partivano sicuramente fra le “outsider di lusso”. Immaginare poi i fratelli Di Benedetto e compagni arrivare sino al primo storico oro della storia francese in questa disciplina sarebbe stato quantomeno visionario: eppure è successo. Un’organizzazione difensiva eccellente, le parate di Chambel, i guizzi di “Bruno, Roberto e Carlo”, la vena realizzativa di Rouzè.

La prima avvisaglia nella vittoria inaugurale contro l’Argentina, che di fatto ha spianato la strada verso le semifinali, poi partite in crescendo: la monumentale gara portata a casa per 6-3 contro il Portogallo, biglietto per un ultimo atto ancora contro l’Albiceleste, dove gli uomini di Nuno Lopes non hanno tremato risolvendo il duello ai rigori.

Il movimento francese era in forte crescita, ora è schizzato verso vette inesplorate: vedremo se sarà in grado di riconfermarsi nei prossimi anni.

Argentina, Portogallo e Spagna: le grandi deluse
Partivano con i favori del pronostico. La prima si è accontentata dell’argento, la seconda è riuscita a salire sul gradino più basso del podio e la terza è rimasta ancora una volta fuori dal quadro delle nazioni medagliate, dopo gli Europei 2025.

I sudamericani hanno sprecato, al netto della forza della Francia, una grande chance di tornare sul tetto del mondo, mentre alle formazioni iberiche è mancato qualcosa: sensazione che, per la verità, era già emersa nella fase a gruppi, entrambe nel Girone A (quello dell’Italia), quanto tutte e due avevano mostrato una buona identità di gioco, che però non riuscivamo a portare in pista con continuità.

Italia: un settimo posto amarissimo
Il risultato finale è a dir poco deludente: settima piazza, solo davanti alla Svizzera; unica formazione battuta durante i Mondiali, peraltro la seconda volta anche a fatica.

Gli uomini di Bertolucci, partita con la Spagna a parte (dove è arrivata una sconfitta per 3-2), non sono mai riusciti ad alzare l’asticella finendo per deragliare.

Ci sono però delle attenuanti da considerare: la rosa presentava delle assenze pesantissime partendo da Cocco per arrivare a Verona passando per Banini. Nel roster, si è scelto di inserire diversi giovani che hanno inevitabilmente pagato lo scotto emozionale di un Mondiale seniores (vedi Diquigiovanni, Piccoli, Borgo).

Questo Mondiale dovrà quindi servire da lezione a Bertolucci e ai suoi per impostare il lavoro verso i prossimi cicli, con gli Europei 207 e i Mondiali 2028. Senza fare drammi: un’avventura sbagliata, può capitare. L’importante è ripartire.

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