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Formula 1GP Bahrain

George Russell, il ritiro di Sepang complica tutto: motori e titolo, Antonelli può ipotecare il titolo

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George Russell
George Russell / IPA Sport

Il ritiro di George Russell a Sepang rischia di avere conseguenze molto più pesanti di quanto racconti il semplice zero raccolto in classifica. Il cedimento della Power Unit Mercedes a cinque giri dalla bandiera a scacchi ha infatti complicato una situazione che, sul piano tecnico e strategico, era stata costruita dalla squadra con l’obiettivo di arrivare ad Austin nelle migliori condizioni possibili.

Il dato più immediato resta naturalmente quello del campionato: Russell è ora a 84 punti dal compagno di squadra Kimi Antonelli, un margine che rende sempre più difficile pensare a una rimonta nelle ultime gare. Ma il vero problema, per il britannico, è che il ritiro di Sepang rischia di incidere anche sulla gestione delle Power Unit e, di conseguenza, sulla competitività dei prossimi appuntamenti.

Mercedes aveva infatti impostato il weekend malese con una precisa logica di rotazione. L’obiettivo era evitare, per quanto possibile, di anticipare la sostituzione della Power Unit e arrivare ad Austin con la possibilità di introdurre la nuova specifica, quella interessata dall’aggiornamento ADUO all’intera unità. Una pianificazione che avrebbe consentito alla squadra di distribuire il chilometraggio dei propulsori già utilizzati e sfruttare il nuovo elemento nel momento ritenuto più opportuno.

Il cedimento di Sepang manda però in parte in frantumi questo piano. La priorità adesso è capire quanto sia effettivamente compromessa la Power Unit che ha tradito Russell. I tecnici Mercedes dovranno stabilire rapidamente quali componenti siano recuperabili, quali abbiano subito danni e, soprattutto, se l’unità possa essere nuovamente impiegata senza esporre il pilota a un rischio eccessivo di un secondo problema.

Da questa analisi dipenderà anche la strategia per Singapore. Marina Bay rappresenta infatti uno dei peggiori circuiti possibili per decidere di scontare una penalità in griglia. Il tracciato cittadino è stretto, tortuoso e storicamente poco favorevole ai sorpassi: perdere posizioni al via può significare compromettere l’intero weekend. Per questo motivo, salvo situazioni tecniche particolarmente critiche, Mercedes avrà tutto l’interesse a evitare una nuova Power Unit che comporti una penalizzazione.

Lo scenario più logico sarebbe dunque quello di attingere al pool di motori già utilizzati da Russell. La squadra potrebbe scegliere un’unità con un chilometraggio ancora gestibile, preservandola il più possibile durante le prove libere e concentrandone l’impiego nei momenti realmente decisivi del fine settimana, soprattutto qualifiche e gara. Una soluzione di compromesso che permetterebbe di superare Singapore senza incorrere in una penalità e, soprattutto, di mantenere in piedi il piano originario per Austin.

Ma è proprio qui che si trova l’incognita più delicata. La rottura di Sepang ha inevitabilmente modificato il margine di sicurezza della rotazione. Se le unità già presenti nel pool non disponessero di chilometraggio sufficiente, oppure presentassero livelli di usura tali da non offrire garanzie adeguate sul circuito di Singapore, Mercedes potrebbe essere costretta a cambiare strategia.

In quel caso, l’alternativa sarebbe introdurre una nuova Power Unit e accettare la penalità. Una scelta tecnicamente più prudente, ma sportivamente molto più costosa. Russell si troverebbe infatti a iniziare il weekend già con un handicap in griglia, proprio in una gara nella quale recuperare posizioni è particolarmente complicato. E il rischio sarebbe doppio: perdere ulteriore terreno da Antonelli in campionato e dover modificare nuovamente la pianificazione delle unità successive.

È questo il motivo per cui il ritiro malese pesa sulla lotta interna alla Mercedes ben oltre gli 84 punti che oggi separano Russell da Antonelli. Il britannico non deve soltanto recuperare un divario importante in classifica: deve farlo mentre la propria situazione tecnica rischia di diventare progressivamente più complessa.

Antonelli, al contrario, può guardare alla situazione con una prospettiva decisamente più favorevole. Il vantaggio accumulato in campionato gli consente di affrontare le prossime gare con un margine che George non possiede. Ogni inconveniente tecnico del compagno, ogni penalità o ogni gara compromessa diventa quindi un’ulteriore occasione per consolidare la propria posizione nella corsa al titolo.

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