Atletica
Francesco Inzoli: “Farò gli Europei indoor. Mio fratello e Mattia Furlani due riferimenti”
Francesco Inzoli è stato l’ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il saltatore in lungo azzurro ha toccato diversi argomenti importanti, dal suo percorso di crescita fino a un 2026 nel quale ha vissuto emozioni indimenticabili, ha raggiunto livelli eccellenti e ha ottenuto risultati davvero da incorniciare.
Il saltatore in lungo di origine milanese classe 2005 inizia dall’analisi del suo percorso, fatto di tanti allenatori e tecnici. “Sono stati cambiamenti non voluti, motivati dalla possibilità di organizzazione che avevo. Ho iniziato a fare atletica a Milano, poi quando ho iniziato a fare sul serio ho avuto una figura di riferimento e diversi supervisori. Per questioni organizzative ho cambiato tanto, effettivamente. In questo modo ho conosciuto tante metodologie. Ho imparato tanto anche per questo motivo. Ognuno mi ha trasmesso qualcosa. In realtà avevo iniziato con il calcio, ma i miei genitori hanno premuto per farmi provare altri sport, non mollando più l’atletica”.
Dopo un 2023 di buon livello, un 2024 sfortunato, il 2025 ha dato la svolta, prima di un 2026 di consacrazione: “Il 2023 tutto sommato non è stato un anno negativo per il mio percorso. Avevo tante aspettative perché stavo bene e potevo allenarmi nella maniera migliore. La preparazione è andata bene fino all’ultimo giorno dell’anno in cui ho sofferto un infortunio che mi è costato tutta la stagione indoor. Poi nel prosieguo del 2024 è sopraggiunta la pubalgia e a giugno ho chiuso la mia stagione, saltando i Mondiali U20 di Lima. Un anno di passaggio, quindi, non di risultati. A quel punto mi sono inserito nel gruppo di Fabrizio Donato. Nel primo anno mi sono diviso tra Milano e Roma, poi mi sono trasferito nella capitale e il 2025 è stato un anno positivo con il mio personale a 7.96. Nel 2026 ancora una volta ho mancato la stagione indoor dopo una buona fase di preparazione per un infortunio muscolare. A maggio poi ho saltato un 8.11 che mi ha dato una grande spinta anche perchè gli 8 metri sono il muro dell’eccellenza. Mi sono sentito liberato dopo averli raggiunti. Ho fatto poi un 8.25 ventoso a Molfetta e un 8.30 a sua volta ventoso. Quindi a Firenze ai Campionati Italiani è arrivato un 8.27 regolare “.
L’anno che si sta concludendo ha regalato tante emozioni e misure di spicco all’azzurro: “L’obiettivo del 2026 erano gli Europei. Sono arrivato a Molfetta con la volontà di staccare il pass con l’8.05. Già durante il riscaldamento avevo capito che mi sentivo benissimo e che fosse il giorno giusto. Prima di saltare ero tranquillissimo e ascoltavo il mio corpo che dava le giuste risposte. Fare subito 8.25 mi ha sciolto e tolto ogni pressione. Mi sono divertito come poi agli Assoluti di Firenze dove ho vinto il titolo. Le qualificazioni agli Europei sono state la mia gara migliore. Sapevo che avrei dovuto fare un grande risultato perchè il livello era altissimo. Dopo aver sbagliato i primi due tentativi sapevo che non potevo sbagliare. Sono stato lucido e ho fatto 8.34. Un salto che dovevo mettere e ho messo. Quindi un buon sesto posto in finale, anche se sono arrivato un po’ scarico a livello di energie nervose. Ero un po’ rigido e mi sono fermato a 8.04″.
Nel finale del 2026 sono arrivate altre due tappe da sottolineare come l’esordio in Diamond League e il successo ai Giochi del Mediterraneo: “Sono state due soddisfazioni incredibili e diverse. Avevo provato a entrare in Diamond League per il Golden Gala. Quando ho avuto l’opportunità ho subito colto l’occasione a Zurigo. La gara non è stata positiva, dato che ho fatto un po’ un disastro, ma esordire a quel livello è stato incredibile. Poi è arrivato l’oro ai Giochi del Mediterraneo a Taranto, un’altra grande emozione davanti al nostro pubblico”.
Ed ora…? Cosa attende il giovanissimo azzurro? “Ora sto bene, ho ripreso la preparazione e sto lavorando verso il 2027 con un gruppo di alto livello. I miei obiettivi? Sicuramente la stagione indoor con gli Europei di Valencia, quindi ho diversi appuntamenti come gli Europei U23 e i Mondiali di Pechino”.
Ultima battuta su un aspetto particolare. Avere un fratello che fa lo stesso percorso e un amico come Mattia Furlani, poteva essere un fardello per Francesco Inzoli? “Non mi è pesato. Daniele è mio fratello e gli voglio un gran bene per cui sapevo che i miei risultati passavano in secondo piano. Ho sempre avuto fiducia nelle mie capacità e ho vissuto tutto come una fase di passaggio. Mi ha spronato molto questa situazione. L’Italia non è mai stata un Paese top a livello di lungo dopo Andrew Howe. Mattia Furlani e mio fratello hanno invertito il trend e sono diventati miei figure di riferimento”.
