Tennis
Flavio Cobolli ammette: “Troppi pensieri e pressioni esterne, devo imparare a gestirle”. E poi un messaggio per Sinner
Flavio Cobolli cerca risposte prima ancora dei risultati. La sconfitta contro Adrian Mannarino al debutto nel Masters 1000 di Shanghai, arrivata dopo l’eliminazione all’esordio a Pechino, chiude una trasferta asiatica deludente e mette in evidenza le difficoltà dell’azzurro nel gestire le nuove pressioni legate alla sua crescita. Il francese, numero 83 del ranking mondiale, si impone 6-1, 4-6, 6-3 in due ore e 26 minuti, sfruttando le incertezze dell’italiano.
I numeri fotografano una prestazione discontinua: cinque turni di servizio persi e 40 errori gratuiti, 21 dei quali commessi con il dritto. Cobolli riesce a riequilibrare il confronto nel secondo set, ma non trova la continuità necessaria per completare la rimonta. Al termine del match, il romano individua soprattutto nelle difficoltà emotive e nelle aspettative esterne gli ostacoli che gli hanno impedito di giocare secondo le proprie possibilità.
“Il campo era perfetto. Come temevo, però, c’erano troppi pensieri e troppi momenti in cui facevo fatica a esprimere il mio miglior tennis, a causa delle emozioni e delle pressioni esterne. Sapevo che sarebbe stata una partita complicatissima, considerando il livello che Adrian può esprimere su questa superficie. Non è ovviamente la mia preferita: il campo era abbastanza veloce e la palla non rimbalzava molto in alto, quindi era difficile trovare il ritmo giusto e giocare al meglio. Adesso c’è soprattutto delusione per il momento che sto attraversando, anche se questa sconfitta non mi tiene fuori dagli obiettivi che ci siamo posti. Non è stata sicuramente una bella trasferta“, ha raccontato (dichiarazioni da Spazio Tennis).
Flavio riconosce di dover ancora trovare gli strumenti per convivere con una pressione diversa rispetto al passato, senza permettere che le preoccupazioni condizionino le sue prestazioni. La consapevolezza del problema è il primo passo, ma la soluzione richiede un equilibrio che in questa fase della stagione fatica a trovare. “Come ho detto, i pensieri che avevo non riuscivano a mettermi nelle condizioni migliori per giocare al livello di cui sono capace. Sono pressioni a cui non ero abituato e che devo imparare a gestire“.
A incidere sul piano mentale c’è anche il traguardo della qualificazione alle ATP Finals, che il romano vorrebbe raggiungere rapidamente per affrontare con maggiore serenità gli impegni successivi. L’obiettivo è trasformare le settimane che restano in un’occasione per ritrovare libertà e continuità, anziché subirne il peso. “Ci sto provando, ora vorrei che questa qualificazione alle Finals arrivasse il prima possibile, così da potermi lasciare alle spalle queste preoccupazioni e affrontare le prossime settimane di nuovo libero mentalmente“.
Nel commentare la decisione di Jannik Sinner di interrompere anticipatamente la stagione, Cobolli richiama le difficoltà di un calendario che impone ai migliori giocatori un impegno costante, sia fisico sia mentale. Il romano evita giudizi sulla scelta del connazionale e sottolinea il peso delle esigenze individuali in un circuito che richiede risultati settimana dopo settimana.
“Sappiamo benissimo quanto sia difficile una stagione a questi livelli e quanto richieda, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale, riuscire a ottenere risultati importanti ogni settimana. Credo che Jannik abbia avuto le sue ragioni per interrompere la stagione. Gli ho scritto in privato e spero che possa recuperare il prima possibile. Ovviamente, in quel momento non era il mio pensiero, ma sono sicuro che tornerà, come ha detto anche Matteo, e che lo farà ancora più forte. È un campione dentro e fuori dal campo e ne uscirà sicuramente a testa alta, ricaricato in vista della prossima stagione“, ha concluso (dichiarazioni quest’ultime ai microfoni di Sky Sport).
