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CiclismoStrada

Davide Piganzoli, il gregario di Vingegaard che si sta facendo strada. Meno atteso di Tiberi e Pellizzari, ma ora…

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Davide Piganzoli
Davide Piganzoli / IPA Agency

Antonio Tiberi, Giulio Pellizzari e Davide Piganzoli erano i nomi più chiacchierati tra le giovani promesse del ciclismo tricolore, i talenti più accreditati per rilanciare il movimento italiano ai massimi livelli internazionale. Tre stagioni fa si parlò a lungo del loro potenziale e i primi risultati sembravano promuovere soprattutto Tiberi e Pellizzari.

Il classe 2001 laziale aveva concluso al quinto posto nella classifica generale del Giro d’Italia nel 2024, ma dopo quel riscontro non portò a termine la Vuelta, nella Corsa Rosa 2025 andò in crisi (17mo) e all’ultimo Tour de France non è andato oltre una poco confortante 37ma piazza. L’unica fiammata di Antonio Tiberi porta la dat del 18 febbraio 2026, quando si impose nella terza tappa dell’UAE Tour, staccando grossi nomi, come il messicano Isaac Del Toro e l’austriaco Felix Gall, sulla salita conclusiva di Jebel Mobrah. L’alfiere della Bahrain-Victorious ha chiuso al secondo posto la recente CRO Race (disputata durante i Mondiali, dunque con concorrenza limitata) e dovrebbe tornare in scena alle Tre Valli Varesine.

Giulio Pellizzari esplose nella passata stagione, quando fu sesto al Giro d’Italia e alla Vuelta di Spagna in classifica generale, con tanto di importante affermazione in salita nella 17ma tappa in terra iberica (sulla salita conclusiva fece meglio di Jonas Vingegaard, Jai Hindley e Tom Pidcock, piazzando un ottimo attacco). Il portacolori della Red Bull-BORA-hansgrohe sembrava in rampa di lancio, come testimoniano i due successi di tappa e la classifica finale dell’ultimo Tour of the Alps, ma poi al Giro d’Italia è andato in crisi (21mo) e i secondi posti al Giro di Slovenia e al Memorial Pantani, accompagnati dal successo al Giro della Toscana, hanno un peso inferiore. Il classe 2003 marchigiano proverà a rilanciarsi agli Europei di domenica 4 ottobre, dove ci sarà bisogno di uno squillo dopo essersi ritirato ai Mondiali.

Davide Piganzoli sembrava avere un po’ meno smalto rispetto a Tiberi e Pellizzari, ma nel corso del 2026 è emerso di gran carriera: il classe 2002 lombardo ha corso in supporto a Jonas Vingegaard al Giro d’Italia e al Tour de France, trovando modo di distinguersi e di fare classifica da gregario (ottavo e quattordicesimo), facendo intuire che da capitano potrebbero togliersi delle soddisfazioni in un prossimo futuro; ha vinto la cronometro finale e la classifica generale del Giro di Lussemburgo (evento di livello Pro) e oggi ha dettato legge al Giro dell’Emilia con una splendida azione nel finale, dopo essersi distinto ai Mondiali (ventesimo). E se fosse davvero Piganzoli a ottenere le soddisfazioni più importanti? Il Team Visma | Lease a Bike sta puntando su di lui e ci sono tutte le condizioni per serbare ottimismo.

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