Formula 1GP Singapore
Charles Leclerc analizza: “Alla Ferrari manca prestazione pura, non equilibrio”
Una Ferrari che parte forte e poi si spegne quando conta davvero. È questa la fotografia che Charles Leclerc consegna alla vigilia del GP di Singapore, diciassettesimo appuntamento del Mondiale 2026, un weekend reso ancora più insidioso dall’esordio della Sprint su un tracciato che già di suo concede pochissimi margini d’errore. Muri a pochi centimetri, caldo opprimente, umidità: a tutto questo si aggiunge ora una sola sessione di prove libere per mettere a punto la monoposto e prendere le misure alla pista.
Proprio da qui è partito il confronto del giovedì con i media. A Leclerc è stato chiesto se la FP1 unica possa favorire una SF-26 che, spesso, sembra interpretare al meglio il venerdì. Il monegasco ha ridimensionato la lettura: “Non so se siamo necessariamente così forti il venerdì. Voglio dire, lo siamo, ma credo dipenda soprattutto dalle mappature motore che usano gli altri. Non appena iniziano le qualifiche, loro hanno qualcosa in più che al momento a noi manca. Quindi mi aspetto che accada la stessa cosa anche qui. Nelle FP1 potremmo essere leggermente più competitivi rispetto ai rivali, i quali però hanno un asso nella manica per le qualifiche che noi al momento non possediamo“.
Il vantaggio, dunque, è relativo, ma esiste. Leclerc lo individua in una qualità strutturale della squadra: “Tuttavia, uno dei nostri punti di forza come squadra è avere una vettura ben bilanciata fin da subito; un aspetto che possiamo certamente sfruttare a nostro vantaggio durante una Sprint Race. Resta da vedere se basterà per vincere. La prestazione pura della vettura, ultimamente, è stata piuttosto deludente rispetto alla concorrenza. Vedremo quindi a che punto siamo dopo le FP1“.
Il pilota ha poi chiarito l’origine di questa dote, che per la Ferrari è insieme risorsa e limite: “Nelle ultime settimane, la correlazione tra simulatore e pista è stata ottima. Questo ci permette di lavorare in sede e arrivare nel paddock con una vettura bilanciata, con cui mi trovo subito a mio agio. È tutta una questione di preparazione. Non è un problema di assetto sbagliato: la prestazione pura della macchina al momento non è all’altezza dei migliori, ma rendere il bilanciamento più estremo non ci permetterebbe di guadagnare nemmeno un millesimo in più. Semplicemente, ci manca un po’ di prestazione pura“.
Il lavoro in fabbrica, insomma, ha messo la squadra al riparo da sorprese, ma non basta a colmare il divario con i migliori. Una diagnosi lucida, senza alibi, che sposta l’attenzione sullo sviluppo della vettura più che sulla messa a punto del singolo weekend.
Sul fronte fisico, la corsa di Singapore resta tra le più logoranti del calendario. Una mano, almeno parziale, arriva dai gilet refrigeranti introdotti di recente. “Se potessi avere un gilet refrigerante ancora più efficiente, lo chiederei subito“, ha spiegato Leclerc.
“Funziona bene per 15 o 20 giri, poi la temperatura sale esattamente come se non lo indossassi, ma sono comunque grato per quei primi venti giri di sollievo. Tutti i piloti in griglia sono abbastanza allenati da completare la gara, ma mantenere il 100% della propria efficienza nel finale, quando si è completamente disidratati, è davvero dura. Si finisce sempre per perdere qualcosa per strada“, ha aggiunto.
Infine, uno sguardo al futuro. La Sprint di Singapore è anche una prova generale per ciò che attende la F1 a Monte Carlo il prossimo anno, dove il format potrebbe replicarsi. Leclerc non nasconde i dubbi: “L’idea di due sessioni di qualifica è ottima, ma non so quanto lo sia avere due gare a Montecarlo“, ha ammesso. “Sarà un fine settimana estremamente complicato, forse ancora più di questo, con una sola sessione di prove libere. Ora, però, pensiamo a Singapore: un passo alla volta“.
