Atletica
Alex Schwazer cambia idea e chiede le controanalisi: era risultato positivo all’EPO
Lo scorso 23 giugno venne comunicato che Alex Schwazer risultò non negativo all’EPO in occasione di un controllo antidoping eseguito nell’ambito dei Campionati Tedeschi, quando siglò quella che ai tempi era la miglior prestazione europea della stagione nella maratona di marcia (3h01:55 il 26 aprile a Kelsterbach). Dopo i casi del 2012 e del 2016, si tratterebbe della terza positività per il 41enne altoatesino, il quale ha ribadito più volte la propria innocenza.
A inizio estate il Campione Olimpico di Pechino 2008 nella 50 km aveva dichiarato: “Sono innocente, non ho assunto EPO né altre sostanze dopanti, ma stavolta non mi difenderò, non ho la forza e l’energia per farlo. Ora le mie priorità sono la famiglia, la mia salute ed il lavoro. Non ho né l’intenzione né l’energia per ripetere le battaglie legali che ho affrontato e sostenuto dopo l’ingiusta ed infondata accusa di positività prima delle Olimpiadi di Rio, battaglie lunghe e stressanti che hanno dimostrato la mia innocenza ma che mi hanno profondamente segnato”.
Il marciatore aveva ulteriormente specificato: “Non voglio né posso mettere a rischio la mia salute per battaglie legali che mi sfiniranno a livello psicologico. Anche se non ho commesso quello di cui vengo accusato ed ho la coscienza a posto, non ho intenzione di difendermi perché non ho nessuna fiducia in questo sistema a cui non credo più. Chiederò le controanalisi solo a condizione che venga analizzata anche la terza provetta, che ha conservato Sandro Donati, e che contiene l’urina residua di quella prelevata il 26 aprile scorso, così come indicato nel verbale di controllo”.
Nelle ultime ore, però, c’è stato un cambio di pensiero, come ha annunciato il suo avvocato Gerhard Brandstaetter sul quotidiano Sudtiroler Tageszeitung: Alex Schwazer chiederà l’apertura e l’analisi della prova B, senza pretendere l’esame della cosiddetta “terza provetta” con l’urina residuale. Il legale ha puntualizzato: “Alex si era inizialmente opposto all’invio della richiesta, ma alla fine siamo comunque riusciti a persuaderlo“.
