Tennis
Vuoi giocare per la tua Nazione? Paghi una multa salata. La storia di Alexandra Eala: cos’è successo alla top-20
Alexandra Eala si sta rendendo protagonista di un’ottima stagione: ha raggiunto gli ottavi di finale a Wimbledon e il terzo turno agli US Open, ha vinto il torneo WTA 500 di Washington ed è piombata di forza nella top-20 del ranking WTA. La tennista filippina staziona al 18mo posto della graduatoria mondiale con 2.276 punti ed è indubbiamente uno degli elementi più in crescita del circuito maggiore.
La 21enne ha deciso di non prendere parte al torneo WTA 1000 di Pechino, che si disputerà sul cemento della capitale cinese dal 30 settembre all’11 ottobre. Alexandra Eala ha comunicato la volontà di rinunciare a quella competizione perché desidera difendere i colori della propria Nazione in occasione degli Asian Games, previsti a Nagoya (Giappone) dal 19 settembre al 4 ottobre.
Una top-20 che decide di rinunciare a un evento del massimo circuito internazionale (ben remunerato) per onorare il Paese di origine, cercando di conquistare la medaglia d’oro, dovrebbe essere elogiata. E invece Alexandra Eala dovrà pagare una multa di 10.000 dollari (circa 8.700 euro): il regolamento WTA, infatti, prevede che una top-20 possa non scendere in campo nei WTA 1000 soltanto in presenza di validi motivi (leggasi infortuni e similari), ma la partecipazione a un concomitante torneo non è contemplata.
Alexandra Eala ha dichiarato: “Dopo attenta riflessione, ho deciso di partecipare al torneo 1000 di Pechino e non ai giochi Asiatici, che si svolgeranno in contemporanea. È stata una scelta sofferta, perché sono incredibilmente fiera di poter rappresentare i colori del mio paese, magari vincendo medaglie ai giochi Asiatici o promuovendo il tennis nel mio paese con la Billie Jean King Cup”.
