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Sofia Goggia e la voce di un virus che arriva dai roditori
Non è un infortunio a fermare Sofia Goggia in Argentina, ma un malessere ancora senza una diagnosi precisa. La campionessa azzurra ha dovuto interrompere la preparazione a Ushuaia e anticipare il rientro in Italia dopo giorni caratterizzati da una forte spossatezza e da una debolezza che non ha accennato a diminuire. Il riposo non è stato sufficiente e, per questo, la decisione è stata quella di tornare a Milano e affidarsi agli accertamenti medici.
Il quadro ha aperto una serie di interrogativi sulle possibili cause. Tra le ipotesi c’è anche quella di un’infezione virale e, come ha spiegato il direttore tecnico Gianluca Rulfi alla Gazzetta dello Sport, viene presa in considerazione anche una possibilità particolarmente delicata: “Potrebbe trattarsi di Hantavirus“. Parole che fotografano un’ipotesi diagnostica, non una diagnosi già formulata: saranno gli esami a stabilire l’origine dei sintomi accusati dalla sciatrice.
Il nome dell’Hantavirus riporta inevitabilmente a quanto accaduto pochi mesi fa proprio nell’area di Ushuaia. Tra aprile e giugno 2026, infatti, il virus era finito al centro dell’attenzione internazionale per un focolaio di Hantavirus Andes verificatosi sulla nave da crociera olandese MV Hondius. L’imbarcazione era salpata da Ushuaia il 1° aprile e, durante la navigazione, erano stati individuati diversi casi di sindrome polmonare da Hantavirus. Il bilancio era stato pesante: 13 persone contagiate e tre passeggeri deceduti.
L’infezione è generalmente collegata all’esposizione a roditori infetti e alle loro secrezioni. Nel caso della Hondius, l’OMS aveva inoltre rilevato una possibile trasmissione interumana del ceppo Andes. L’epidemia è stata dichiarata conclusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a luglio, una volta terminati il monitoraggio e i periodi di osservazione previsti per i contatti esposti.
È proprio questo precedente a rendere l’ipotesi evocata da Rulfi un elemento da seguire con attenzione, pur senza stabilire alcun collegamento diretto tra il focolaio sulla nave e il malore di Goggia. Al momento, infatti, non c’è alcuna conferma che la sciatrice abbia contratto l’Hantavirus.
La certezza arriverà dagli accertamenti in Italia. Solo allora sarà possibile capire se dietro la debilitazione ci sia un’infezione virale, un’altra causa o una condizione legata allo stress fisico della preparazione. Intanto, il programma verso l’esordio stagionale subisce una brusca frenata: prima del cronometro e degli allenamenti, per Goggia viene adesso la necessità di tornare a stare bene e comprendere fino in fondo l’origine del malessere.
