Tennis
Record del mondo, anzi no… Cos’è successo a Ben Shelton e il servizio agli US Open: i dettagli sulla velocità e la gioia strozzata
Ben Shelton ha sconfitto Frances Tiafoe in rimonta e si è qualificato alla finale degli US Open, dove affronterà il tedesco Alexander Zverev nel tentativo di conquistare il primo Slam della propria carriera. Il tennista statunitense si è imposto in quattro set nel derby andato in scena sul cemento di Flushing Meadows, dopo aver prevalso nell’infinita maratona contro lo spagnolo Carlos Alcaraz.
Durante la semifinale vinta stanotte a New York, il tabellone ha mostrato un dato vertiginoso: il tachimetro aveva segnalato una velocità di 254,28 km/h per un servizio. Si era sul 2-1 e 15-15 del primo set in favore di Tiafoe, quando Shelton aveva realizzato quello che sarebbe stato il record del mondo per il servizio più veloce della storia del tennis. L’entusiasmo è durato poco, perché USA e Hawk-Eye hanno rianalizzato i dati del tracciamento e hanno riscontrato un’anomalia.
Pochi istanti dopo la velocità è stata corretta in 144 miglia orarie (contro le 158 originarie), equivalenti a 231,75 km/h. La sassata di Shelton resta dunque ampiamente inferiore ai 237 km/h stampati dal francese Giovanni Mpetshi Perricard durante Wimbledon 2025, il record ufficiale nell’universo del tennis professionistico. I 263,4 km/h toccati da Sam Groth nel Challenge di Busan nel 2012 non sono mai stati omologati, perché l’attrezzatura non risultava tarata in base ai criteri previsti sul circuito maggiore.
