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Pallavolo

Pagelle Italia-Finlandia volley 2-3: Giannelli e Lavia, buio pesto. Sanguinetti il più continuo

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Giovanni Sanguinetti
Giovanni Sanguinetti / Fipav

PAGELLE ITALIA-FINLANDIA VOLLEY 2-3 

Simone Giannelli, 4,5: una delle sue serate più complicate in azzurro. La ricezione lo costringe spesso a lavorare lontano da rete, ma anche quando il pallone gli arriva in condizioni favorevoli le scelte non sempre convincono. Insiste su alcune soluzioni prevedibili, dal secondo set fatica a coinvolgere con continuità i centrali e manda più volte i propri attaccanti contro il muro finlandese già pronto. Nel quarto set prova a cambiare passo con un ace e un muro, senza però ritrovare davvero lucidità.

Yuri Romanò, 6: è il miglior realizzatore dell’Italia con 20 punti, tre ace e il 63% in attacco. Nei primi quattro set è il riferimento più affidabile, anche se non riesce a trovare la giusta continuità e ad incidere quanto Jokela nei passaggi decisivi. Nel tie-break firma punti importanti e trova anche l’ace dell’11-8, ma sbaglia l’attacco che sancisce l’eliminazione. L’errore finale pesa, tuttavia la sconfitta non può essere attribuita al giocatore che ha garantito il rendimento offensivo più continuo.

Mattia Bottolo, 5: chiude con 13 punti, il 46% in attacco e appena il 39% di ricezione positiva. Alterna buoni colpi a lunghe fasi nelle quali fatica a trovare soluzioni contro il muro finlandese, che lo ferma quattro volte. Nel quarto set reagisce con due muri su Jokela e alcuni attacchi importanti, ma al tie-break subisce il muro del 12-13, uno degli episodi che indirizzano il finale. Prestazione troppo discontinua per un quarto di finale europeo.

Daniele Lavia, 4,5: irriconoscibile rispetto alle precedenti uscite. Non garantisce equilibrio in ricezione, fermandosi al 26% di positività, e perde progressivamente incisività in attacco: nove punti complessivi con il 39%. Nel quarto set trova qualche soluzione importante, ma al tie-break subisce da Jokela il muro dell’11-10, il suo primo in tutta la manifestazione e purtroppo nel momento peggiore. Da uno dei leader tecnici della squadra serviva ben altro contributo.

Alessandro Michieletto, 5: De Giorgi prova a utilizzarlo nel secondo e nel terzo set, ma la condizione ancora precaria non gli permette di cambiare realmente la partita. Mette a terra due attacchi su quattro, firma un muro e commette due errori offensivi. La sua assenza dal sestetto titolare ha pesato lungo tutto il torneo, ma anche il tentativo di affidarsi a lui nel momento di maggiore difficoltà non produce la scossa sperata.

Giovanni Sanguinetti, 6,5: il migliore tra i centrali e uno dei pochi azzurri a mantenere un rendimento di alto livello con quella continuità che è mancata a tutti gli altri. Chiude con 14 punti, nove attacchi vincenti su undici tentativi, quattro muri e un ace. L’82% offensivo avrebbe probabilmente meritato un coinvolgimento ancora maggiore, soprattutto nelle fasi in cui gli attaccanti di palla alta faticavano. Commette cinque errori al servizio, ma è uno dei pochissimi a uscire dal PalaVela con una prestazione personale convincente.

Pardo Mati, 4,5: dopo essere stato uno dei protagonisti dell’Europeo, incappa nella serata peggiore proprio nel quarto di finale. Parte bene con due muri consecutivi nel primo set, poi scompare progressivamente dalla partita, non aiutato dalle scelte di Giannelli. Chiude con appena tre punti, un solo attacco vincente su quattro e due errori al servizio. De Giorgi lo sostituisce nel corso del terzo parziale e non lo rimette più in campo. Il confronto con le prestazioni precedenti rende ancora più evidente il passo indietro.

Gianluca Galassi, 6: entra nel terzo set e riesce a offrire discreta solidità, mettendo a terra tutti e tre i palloni ricevuti in attacco e aggiungendo un muro. Nel quarto parziale contribuisce alla rimonta che porta l’Italia al tie-break. Non può risolvere da solo una partita ormai diventata confusa, ma il suo ingresso produce almeno qualche effetto concreto.

Fabio Balaso, 5: prova insufficiente in seconda linea. La Finlandia serve con continuità sulla ricezione azzurra e il libero non riesce a dare la stabilità necessaria: chiude con il 42% di positività, ma con tre errori diretti e diverse imprecisioni che allontanano Giannelli dalla rete, soprattutto nella parte centrale del match. Offre qualche buona difesa, soprattutto nel secondo e nel quarto set, ma nel complesso non garantisce la sicurezza richiesta in una partita da dentro o fuori.

Luca Porro, 5.5: entra nel terzo set nel tentativo di dare maggiore equilibrio alla ricezione, ma sui quattro palloni ricevuti non ne gestisce positivamente neppure uno. Realizza un punto in pipe e prova a portare energia, senza riuscire a modificare il corso della partita.

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