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Olimpiadi Invernali, crisi nel comitato organizzatore dei Giochi francesi 2030. Si dimette il presidente Grospiron dopo le forti contestazioni
Il comitato organizzatore dei Giochi Olimpici delle Alpi Francesi 2030 è stato letteralmente ghigliottinato. La metafora sarà anche forte, ma è pertinente alla storia della nazione transalpina e, soprattutto, a quanto accaduto nei giorni scorsi. Giovedì 10 settembre, Edgar Grospiron (il presidente dell’ente preposto a gestire l’avvicinamento alla prossima edizione olimpica) ha rassegnato le proprie dimissioni, arrendendosi all’evidenza di aver perso qualsiasi autorità.
Da mesi, il COJOP 2030 (questo il nome del comitato organizzatore) era attraversato da forti tensioni. Più o meno dal febbraio 2025, quando a Grospiron era stata affidata la presidenza. Progressivamente, tutta una serie di figure chiave ha abbandonato la propria posizione. L’addio più clamoroso è stato quello dell’amministratore delegato Cyril Linette durante i Giochi di Milano Cortina 2026. Tuttavia anche la direttrice operativa Anne Murac e il direttore della comunicazione Arthur Richer avevano lasciato i loro ruoli. Tutti per essere in profondo disaccordo con Grospiron.
La posizione di quest’ultimo si era poi fatta debolissima dopo l’attacco a mezzo stampa ricevuto da Amélie Oudéa-Castéra, ministra dello sport dal maggio 2022 al settembre 2024 (dunque durante i Giochi di Parigi) e attuale presidentessa del Comitato Olimpico francese. A fine luglio, l’autorevole funzionaria transalpina aveva di fatto sfiduciato Grospiron in un’intervista con il giornale finanziario “La Tribune”, una testata slegata dallo sport. Sostanzialmente, la ghigliottina calata da Parigi.
Grospiron ha capito l’antifona e ha tratto le conclusioni del caso. La sua gestione è stata letteralmente fallimentare, sia perchè il COJOP 2030 ha perso i pezzi sino a sfaldarsi, sia perché nel frattempo si è dimostrato incapace di ricucire lo strappo generatosi tra il nuovo sindaco di Nizza Eric Ciotti e il presidente del Consiglio regionale della Provenza-Alpi-Costa azzurra Renaud Muselier. Una bagarre al termine della quale la città della Costa Azzurra si è tirata indietro dall’organizzazione dei Giochi 2030, ritenendo insostenibile la realizzazione e l’adeguamento delle infrastrutture necessarie, il cui costo è stato stimato in 150 milioni di euro.
Come conseguenza, il COJOP 2030 ha deciso di spostare le gare di speed-skating a Heerenveen, nei Paesi Bassi (!), e quelle degli altri sport del ghiaccio (short track, pattinaggio di figura, curling) a Lione. Si tratta di città situate, rispettivamente, a 1.400 e 500 km dal cuore dell’edizione delle Alpi francesi! Un ‘Piano B’ ben lontano dall’optimum gestionale, ma fattosi indispensabile per garantire delle sedi di gara al Comitato Olimpico Internazionale. Quest’ultimo non ha avanzato obiezioni e quindi ha accettato la soluzione di contingenza.
Ora cosa accadrà? Nell’odierna giornata di lunedì 14 settembre è prevista la definizione di un reggente ad interim, nell’attesa di trovare un nuovo presidente del COJOP 2030 in grado di tenere il timone con mano ferma e preparare nel migliore dei modi la XXVI edizione dei Giochi olimpici della neve e del ghiaccio. Il tempo sinora perso e i danni verificatisi sono recuperabili, ma il tempo non è infinito e a Les Alpes 2030 mancano meno di tre anni e mezzo. C’è spazio per rispettare la filosofia de “La Grandeur”, rendendo ininfluenti questi 19 mesi sostanzialmente perduti.
