Pallavolo
Ofelia Malinov: “Non c’è stato l’incastro per tornare in Italia. Tre anni fa ho superato un momento duro”
Ofelia Malinov è stata ospite dell’ultima puntata di Volley Night, il programma trasmesso sul canale YouTube di OA Sport. Una lunga intervista dove la palleggiatrice italiana si è raccontata a 360°, tra la sua ultima esperienza in Turchia e la voglia di tornare in Italia. Questa è stata anche l’occasione per parlare apertamente del periodo di crisi avuto qualche anno fa e che sicuramente ha condizionato la carriera di una giocatrice che è stata per molte stagioni nel giro della Nazionale.
Dopo il biennio in Turchia ad Ankara, Malinov è ora senza contratto e si sta allenando a Novara, sognando un ritorno in Italia: “L’Italia è casa mia e come si sta in Italia non si sta da nessuna parte. Sono felicissima di essere tornata, anche se per poco tempo, ma sono contenta di aver iniziato la preparazione a Novara. Poi spero che prima o poi riuscirò a tornare. La speranza di tornare già in questa stagione ce l’avevo, ma poi per alcuni incastri che non ci sono stati non c’è stata la possibilità”.
Attualmente svincolata, complice anche trattative di mercato non andate a buon fine: “Dovevo andare alla Dinamo Mosca, ma non si è concretizzata e forse mi viene anche da dire, visto il momento storico, meglio così. Comunque mi è dispiaciuto, perché dopo i due anni in Turchia mi sento cresciuta e giocare all’estero ti dà davvero tanto. Giocare da straniera poi ti dà più responsabilità, perché pretendono di più ed è un ruolo che mi piace”.
Essere una figlia d’arte: “Non mi sono mai sentita obbligata a giocare a pallavolo e sono stata io a chiedere a lui di giocare. Mi ha sempre cresciuto con la mentalità di fare sport in maniera professionistica e questo mi ha dato tanto proprio a livello di approccio all’allenamento, ma anche nella vita di tutti i giorni”.
La decisione di lasciare l’Italia e andare all’estero: “Un’esperienza che mi è sempre piaciuta e che avrei voluto fare. Forse è arrivata un po’ in anticipo, ma sono contentissima di averlo fatto. Avevo paura all’inizio di fare un passo indietro, ma invece mi ha arricchito tantissimo. All’estero c’è più libertà nel gestirti e nel preparati alla partita, in Italia c’è più controllo, anche solo sul cibo e sul prepartita. All’estero è importante solo che tu giochi la partita bene, poi sei molto libera di gestirti. Ho apprezzato anche questa libertà, anche perché poi tu atleta sai responsabilizzarti da sola e sai cosa serve a te stessa. Ti fa crescere e responsabilizzare”.
Progetti anche fuori dal campo per Malinov, come un’Accademy: “Di solito questi pensieri e progetti si fanno quando stai per smettere di giocare, io invece voglio continuare a giocare fin quando il mio fisico me lo permette, quindi anche arrivare a 50 anni sarebbe bello. Mi piace davvero tanto giocare a pallavolo e spero di farlo ancora per tanto tempo. Grazie anche a mio marito, che ha aperto una sua palestra e quest’estate abbiamo fatto un corso sul volley e piano piano sono aumentati i numeri di coloro che volevano partecipare. Non me lo aspettavo, ma invece mi ha fatto molto piacere vedere così tante ragazze venire, allenarsi, tenersi in forma. Mi sono cimentata in queste vesti di allenatrice ed in parte mi ha fatto un po’ strano. Vorrei allargare questo progetto e farlo ogni estate, partendo proprio da questo anno che è stato quello zero”.
Il momento difficile di qualche anno fa e la forza di ritrovarsi sia come persona sia come atleta: “Ho ripercorso tante volte il mio percorso. A Chieri ho ritrovato la Lia che mi era mancata. Ho avuto delle difficoltà e non mi vergogno a dirlo. Ad oggi dopo tre anni mi sento veramente più forte di prima. Mi ha dato tanta forza e mi ha permesso di crescere ancora di più. Non lo auguro a nessuno perché è stata veramente dura. In quei momenti ti senti mancare tutte le tue sicurezze, sono proprio crollate le certezze e a rivedermi in quel periodo lì si capiva proprio dalla mia faccia che avevo paura. La cosa che mi ricordo, però, era sempre la voglia di uscire da quella situazione, cercavo sempre un modo per superare quella cosa. Potessi tornare indietro, però, non mi darei quella fretta ed invece dovevo darmi tempo e avere pazienza per superare quel momento. Ho iniziato a lavorare con una psicologa, che mi ha fatto capire che a livello mentale c’è davvero un allenamento enorme da fare. Penso che mi ha fatto crescere ancora tanto la gestione della testa e per un palleggiatore conta ancora di più. Se penso a quello che ho fatto in Turchia, sono davvero orgogliosa di come ho superato tutto quello che ho vissuto e sono tornata più forte”.
Malinov si è sentita un po’ anche abbandonata: “Sicuramente è mancata quella forza e quella consapevolezza che avevo di me stessa. Mi ha iniziato a pesare anche di quello che pensava la gente. Non dovevo, però, iniziare questa guerra contro gli altri. Mi dispiace aver dato tanto potere ad altre persone. Va detto che in questo momento ho anche capito veramente chi crede in me e chi mi è stato davvero vicino. Quando tocchi il fondo capisci chi ti aiuta veramente a risalire”.
Uno sguardo al futuro, magari tornando in un posto a lei caro: “Bergamo è la città del cuore e quando ero piccola andavo a vedere la Foppa e sognavo di giocare in quel palazzetto. Sarei contenta se riuscissero a ritrasferirsi completamente a Bergamo, perché i tifosi sono veramente eccezionali. In futuro sarebbe davvero bello tornare”.
