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Musetti ko agli US Open dopo un malessere: “Il mio 2026 sembra un’Odissea”. E cita Sinner

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Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti / IPA Sport

Il 2026 di Lorenzo Musetti sembra non voler concedere tregua. Agli US Open, il torneo che avrebbe dovuto rappresentare un’altra occasione per lasciarsi alle spalle mesi complicati, l’azzurro è stato eliminato al secondo turno dall’australiano Dane Sweeny, numero 123 del mondo, dopo essere partito con il piede giusto.

Musetti ha vinto il primo set 6-3, ma da quel momento la partita ha preso una piega completamente diversa: un improvviso malore lo ha privato delle energie, soprattutto nelle gambe, lasciando spazio alla rimonta dell’avversario, che ha chiuso 1-6, 2-6, 2-6.

Un epilogo che ha lasciato soprattutto amarezza al carrarino, costretto ancora una volta a fare i conti con problemi fisici. “Peccato davvero. C’è tantissima amarezza per quanto ho mostrato in campo“, ha raccontato a Sky Sport. “Dopo un primo set ben controllato, ho avvertito questo calo improvviso di energie che non mi ha permesso praticamente più di giocare. Mi sentivo paralizzato, specialmente nelle gambe. Poi, lui ha trovato fiducia e ha espresso il proprio miglior tennis, io non sono mai riuscito a trovare una condizione accettabile per poterlo mettere in difficoltà“.

Le sensazioni avvertite in campo sono state dunque molto pesanti. Lorenzo ha spiegato di non aver avuto, almeno inizialmente, alcun segnale che potesse far presagire quanto sarebbe accaduto. “No“, ha risposto quando gli è stato chiesto se si sentisse male già questa mattina. Il problema si è manifestato durante il match e, nonostante le pause e i tentativi dello staff di aiutarlo, non gli ha più permesso di recuperare.

Tra le possibili cause, il toscano ha indicato soprattutto le condizioni climatiche e il forte sbalzo termico presente a New York: “Potrebbero essere tante cose. Sicuramente il caldo non mi ha aiutato. E poi anche l’aria condizionata qui: penso che la temperatura sia troppo bassa e ci sia troppo contrasto tra l’interno e l’esterno. Quest’anno non abbiamo la possibilità di riscaldarci fisicamente fuori e di acclimatarci un po’. Credo quindi che lo shock, in termini di temperatura, sia stato abbastanza importante e possa avere contribuito a questo malessere“.

Un riferimento che Musetti ha poi circoscritto alle aree interne frequentate dai giocatori: “Penso soprattutto alle aree in cui ci riscaldiamo, come palestra, fisioterapia o area giocatori: credo che lì faccia troppo freddo“.

Il diretto interessato non ha però escluso altre spiegazioni. Alla domanda se potesse trattarsi più di una conseguenza delle circostanze che di un virus, Musetti ha risposto: “Questo non lo so. Devo approfondire un po’ di più per trovare una risposta, ma immagino sia stato una sorta di colpo di sole“.

La sensazione, comunque, è che il malessere sia arrivato in maniera improvvisa e che, una volta comparso, non abbia più lasciato spazio a un recupero. “È difficile saperlo dopo venti minuti“, ha dichiarato. “Credo che, come ho già detto in inglese, ci sia stato sicuramente uno shock importante dal punto di vista della temperatura e l’ho accusato molto. Purtroppo sono mai riuscito, nonostante abbia preso determinate pause, a ritrovare energia e una condizione fisica accettabile”.

Poi è arrivato lo sfogo, forse il passaggio più significativo della sua conferenza stampa. Perché il problema di New York si inserisce in un’annata già segnata da diversi contrattempi: “Onestamente sono stufo di ritirarmi, sono stufo di queste cose. Quest’anno mi sembra veramente un’odissea; visto che è uscito anche il film, sembra il mio 2026. C’è da accettarlo e andare avanti“.

Il riferimento all’“Odissea” fotografa bene il momento attraversato dal numero uno italiano, che anche a New York ha scelto di non arrendersi. Musetti ha spiegato di non aver mai pensato concretamente di poter ribaltare l’inerzia dell’incontro: “Pensare di vincere la partita non mi è mai passato per la testa. Purtroppo non ho avuto miglioramenti da quando è iniziato questo malore, alla fine della partita; anzi, forse andavo quasi peggiorando“.

L’azzurro ha comunque cercato fino all’ultimo una soluzione, affidandosi anche all’intervento dello staff medico: “Ho cercato di fare quello che potevo dal punto di vista medico e fisico, per trovare una soluzione a quello che stava succedendo, ma non ci sono riuscito». E ha riconosciuto i meriti di Sweeny: «Lui ha giocato anche, secondo me, una buona partita e, a dire la verità, negli ultimi tre set oggi è difficile parlare di tennis“.

Nessuna terapia particolare, invece, era possibile in campo. “Niente: fondamentalmente non possiamo prendere niente. Ghiaccio, cercare di abbassare la temperatura, zuccheri“, ha spiegato Musetti. Ed è proprio qui che è emerso il paragone con quanto accaduto a Jannik Sinner a Parigi, un episodio che il carrarino ha vissuto però soltanto da spettatore: “Quando l’abbiamo visto anche con Jannik a Parigi, è stata secondo me una situazione simile: una volta che, diciamo, varchi una soglia, è difficile tornare alla situazione precedente“.

Un confronto che Musetti ha successivamente ridimensionato quando gli è stato chiesto se la propria esperienza gli avesse permesso di comprendere meglio quanto accaduto a Sinner. “No, onestamente no, anche perché è successo venti minuti fa. O ho dei superpoteri di analisi di una partita e di una situazione come questa, oppure non posso saperlo“, ha precisato. “Esattamente quello che è successo a Jannik l’ho visto in TV, ma non l’ho vissuto e non ci ho parlato. Non so: sicuramente avrà fatto le sue analisi. Quindi no“.

Il punto, però, resta quello espresso subito dopo: “Purtroppo portiamo spesso il nostro corpo al limite e oggi è stata una di quelle situazioni. Per me forse era una prima volta di questo tipo, ed è stato difficile da ripristinare“.

Resta così una trasferta newyorkese con pochissimi motivi per sorridere. Musetti fatica persino a individuare un aspetto positivo da portarsi dietro: “Non so se sia positiva o meno. Più che altro, il livello di questa trasferta: non sento veramente di meritarmi tutto quello che mi sta succedendo, per gli sforzi che sto facendo per rientrare e per i sacrifici che ho fatto in questi ultimi due mesi, saltando lo Slam“.

E proprio la scelta di restare in campo nonostante le condizioni precarie assume, nelle sue parole, un significato particolare: “Nell’ultimo Slam ho dovuto ritirarmi e qui non mi sono ritirato per onorare la partita e cercare di vedere se riuscivo a ritrovare un attimo di energia. C’è poco da portare. Spero di riuscire a trovare una sorta di equilibrio“.

Musetti, infine, ha escluso che quanto accaduto possa essere ricondotto semplicemente a una preparazione atletica insufficiente: “A dire la verità, secondo me non c’entra tanto la preparazione atletica: è più una condizione climatica che è stata così e va accettata“.

Dichiarazioni da Vanni Gibertini

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