Atletica
Gianni Iapichino: “Larissa può ancora migliora la forza e nella gestione empirica della gara. Abbiamo un sassolino ai Mondiali…”
Gianni Iapichino è tornato a parlare ai microfoni di OA Sport. A Sprint Zone, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, il padre ed allenatore di Larissa Iapichino ha analizzato la stagione della figlia, soffermandosi sui possibili miglioramenti e fissando i prossimi obiettivi della campionessa europea in carica.
I risultati di Larissa e le prossime gare: “Fino a questo momento è giù la sua stagione migliore. E ancora devono venire gli appuntamenti più importanti. Il primo è in questo fine settimana, la finale della Diamond League. Ci tiene molto, ne ha giù vinte due. Va lì per difendere il titolo e magari vincere un altro diamante. La settimana dopo ci sarà un evento nuovo che la World Athletics sta sperimentando, è ancora in fase embrionale. Stanno aggiustando varie cose per il futuro. È l’Ultimate Championship, possiamo anche chiamarlo campionato elitè, un po’ come le ATP Finals nel tennis. Sono invitate solo le prime otto del mondo, ma i criteri di qualificazione sono diversi. Hanno infatti una Wild Card la campionessa mondiale, quella olimpica in carica e la vincitrice della Diamond League. Ma facendo le somme sono sempre le più forti. Il format sarà con quattro salti, le prime otto faranno i primi due e solo le prime sei faranno il terzo. L’ultimo salto sarà riservato alle prime quattro. Cercano di abbreviare i tempi, vedremo cosa succederà”.
I passi in avanti fatti dalla 24enne: “Larissa è migliorata molto in corso d’opera. Ancora deve fare sua questa rincorsa. Abbiamo lavorato molto sulla transizione tra pre-avvio e rincorsa vera e propria. Sembra che Larissa l’abbia fatta sua, io sono cauto. Siamo a buon punto, in gara le cose potrebbero cambiare. Nelle ultime gare ha dimostrato una solidità tecnica”.
Il livello del salto in lungo: “Nel femminile il livello alto è salito tantissimo, basta vedere i risultati degli Europei. In quattro centimetri c’erano cinque atlete. La finale di Diamond sarà difficile, Larissa deve fare del suo meglio. Le premesse sono buone. Vedremo se sabato ci stupirà ancora”.
La finale di Birmingham: “Dal mio punto di vista la finale degli Europei non finiva più. Le avversarie che si avvicinavano ma non la sorpassavano, non ha messo Larissa nella situazione di dare il colpo di grazia, quello che io le avevo raccomandato. So che non è facile, sono situazioni che non riesci a controllare”.
Le condizioni a Bruxelles, sede delle finali Diamond League: “La pedana di Bruxelles è molto buona, è stata rifatta due anni fa. L’unico problema è che due anni fa ci furono undici gradi”.
In cosa può migliorare Larissa: “A livello di parametri, velocità e forza Larissa è già arrivata a livelli molto alti, soprattutto sulla velocità. Quest’anno volevo testarla sui 150 metri in una gara, ma purtroppo non ne abbiamo avuto l’opportunità. Penso avrebbe corso molto forte. Dopo Stoccolma volevo facesse una nuova gara di lungo. Mi era piaciuta dal punto di vista tecnico ed allora ho deciso di farne un’altra prima di Eugene. Infatti, lì si è concretizzato tutto. Ancora possiamo migliorare sulla forza, ma la cosa importante è la gestione della gara da un punto di vista empirico. Lì ha dei tasselli da mettere a posto. Quando ci sono condizioni favorevoli che variano è l’atleta che deve capire come gestirle. L’allenatore non può sempre come un tutore dire: ‘Fai questo, fai quello’ “.
Uno sguardo verso il futuro: “Siamo soddisfatti di quello che c’è stato, ma con queste due gare importanti vogliamo concretizzare ulteriormente questa stagione per mettere basi solide. I prossimi due anni saranno importanti, ci sono i Mondiali, dove Larissa deve togliersi qualche sassolino dalle scarpe, e chiaramente le Olimpiadi”.
Il programma per il 2027 e l’importanza delle gare di Diamond League: “Io sinceramente all’inizio della prossima stagione volevo concentrami su alcune gare di velocità. Invece Larissa mi ha confessato l’intenzione di voler partecipare agli Europei indoor di Valencia da campionessa in carica. Le idee vengono, ma l’atleta è l’attrice principale. L’allenatore deve essere d’accordo con l’atleta nei programmi. All’aperto poi avremo i Mondiali a settembre. Poi ci saranno come sempre le Diamond League che possiamo identificare come le F1 dell’atletica. In alcuni casi sono dei piccoli Mondiali. Tamberi, per esempio, ha sempre fatto di tutto per partecipare alle Diamond League e soprattutto alle finali. Lui ritiene questo tipo di gara di livello massimo”.
