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Mondiale di ciclismo oscurato sulla RAI nella fase decisiva. Il direttore Lollobrigida spiega l’accaduto
Il ciclismo mondiale arriva al momento della verità e la Rai cambia canale. A 38 chilometri dal traguardo della prova in linea Uomini Élite di Montréal, quando la corsa iridata entrava nella fase decisiva, il servizio pubblico ha staccato la diretta per far posto al TG2 delle 20:30. A quel punto la gara sarebbe dovuta proseguire su RaiPlay Sport 3, ma la piattaforma è andata in blocco e gli appassionati sono rimasti a guardare uno schermo nero per un tempo stimato tra i 18 e i 25 minuti.
Il trasloco in streaming non era un’improvvisazione, ma una scelta di palinsesto. Il canale Rai Sport, il 58 del digitale terrestre, era occupato dalla partita di Serie C tra Pescara e Spezia, e la corsa mondiale è stata dirottata su una piattaforma che, alla prova dei fatti, non ha retto l’urto.
Un Mondiale in diretta è un appuntamento la cui domanda è facilmente prevedibile: che l’infrastruttura non fosse pronta ad assorbirla è, a dir poco, un’aggravante.
La linea difensiva dell’azienda è arrivata per bocca del direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida, in un’intervista al Corriere della Sera. Il dirigente ha parlato di un guasto circoscritto e di un errore altrui: “Abbiamo spostato come previsto la diretta su RaiPlay 3, dove evidentemente c’è stato un blackout per un problema di sovraccarico di utenza“.
Sulla durata ha rimandato ai vertici: “L’azienda mi ha spiegato che tutto è stato risolto in pochi minuti, forse meno di 25“. E ha chiuso con rammarico: “Mi spiace davvero per i colleghi che stavano facendo un ottimo lavoro e per tutti gli appassionati“.
Giustificazioni che però non hanno stemperato i toni. L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, insieme al Cdr di RaiSport, ha definito in una nota ufficiale l’episodio “l’ennesima pratica autolesionista e tafazziana“, denunciando l’assenza di un coordinamento editoriale capace di proteggere i grandi eventi sportivi, pagati con i soldi del canone.
Per il sindacato il problema non è il singolo guasto tecnico, ma un’impostazione che consente a un appuntamento di primo piano di scivolare in coda rispetto al resto della programmazione, nel momento in cui poi si entrava nella fase decisiva.
