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Atletica

Micol Majori: “Mi fido di Baldini, l’ho ammutolito agli Europei…A Battocletti ho fatto un segno dopo l’arrivo”

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Micol Majori

Una delle medaglie più sorprendenti degli ultimi Europei di atletica è stata sicuramente il bronzo di Micol Majori nei 5000 metri. Una serata fantastica in quel di Birmingham, con una meravigliosa doppietta azzurra in quella circostanza, con la vittoria di Nadia Battocletti e proprio il terzo posto della milanese. Un risultato eccezionale, frutto di un grande lavoro fatto con una leggenda come Stefano Baldini, suo allenatore, culminato proprio agli Europei. Nell’ultima puntata di Run 2U, il programma che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, Micol Majori è stata ospite ed ha raccontato tutte le emozioni di quella serata e le aspettative future.

Un bronzo da condividere assolutamente con Stefano Baldini: “La prima volta che l’ho sentito è stata nell’intervista a Sky in diretta. Non vedevo l’ora che finisse di commentare per poi abbracciarlo perché è un risultato che abbiamo tenuto soprattutto noi due. Ero curioso di quello che pensava perché ero certa di averlo ammutolito. Prima della gara era molto sicuro, ma nessuno dei due si poteva aspettare così tanto”.

Bronzo fenomenale, anche se nel finale la sensazione è stata quella che Majori potesse anche arrivare all’argento: “Anche Stefano mi ha detto che pensava seguissi la spagnola quando è partita all’inseguimento di Nadia. Io non ho voluto rischiare nulla e ho aspettato fino all’ultimo rettilineo per aprire il gas. Non rimpiango assolutamente nulla di quello che ho fatto. Ero sorpresa anche io di avere ancora così tante energie nella volata finale e ancora oggi mi chiedo dove le ho trovate”.

Sull’emozione al traguardo: “Alla fine ero un attimo incerta e ho anche guardato più volte il tabellone. Quando ho realizzato di aver fatto una cosa grande mi sono detta di godermi tutto il momento, di commuovermi e di vivere tutto con felicità”.

Il rapporto con Nadia Battocletti, con cui ha condiviso una gioia immensa: “C’è un bellissimo rapporto tra di noi. Alla fine della sua gara si è voltata, mi ha guardato e le ho fatto il simbolo del tre. Lei ha avuto un’esplosione di felicità, mi ha abbracciata e ci siamo godute tutto il giro dello stadio insieme”.

Sulla condotta di gara tenuta a Birmingham: “Ci aspettavamo una gara tattica e sapevamo che nessuna di loro si sarebbe messa a tirare. Avevo già fatto la prova al Mondiale indoor di Torun e in questo tipo di gara avevo dimostrato di poter stare con loro. La tattica era rimanere sempre nelle posizioni di testa, soprattutto nel momento in cui sarebbe partita l’azione decisiva. Io sono partita molto bene, ma il ritmo era talmente basso che ho deciso anche di fare qualche metro in più all’esterno per farmi trovare pronta. Nadia ha provato un’azione a due chilometri dalla fine ed io mi sono detta di seguire le migliori, poi però c’è stato un improvviso rallentamento e da dietro sono tutte rientrate ed infatti mi era dispiaciuto questo. Alla fine però è andato tutto bene e forse è stato meglio anche così”.

Due medaglie in famiglia, visto che è arrivato anche l’argento del fidanzato Pietro Riva nella maratona: “La sua medaglia ha reso ancora tutto più magico. Ormai le vittorie di Pietro le vedo anche come mie, e lui viceversa. Se uno dei due fosse andato male sono certa che l’altro non sarebbe stato soddisfatto appieno. A medaglia entrambi non ce lo saremmo neanche mai immaginati nel più bello dei sogni. Dopo la mia ho pensato subito che toccava a Pietro. Non volevo dirglielo, per non mettergli pressione, anche perché per lui era la prima volta di una maratona agli Europei“.

Le prospettive future: “Mi fido del mio allenatore e delle sue decisioni. Mi aveva detto che il prossimo anno avrebbe voluto farmi fare un 10000 in pista, ma mi sa che ha già cambiato idea e sta pensando di farmi tornare a gareggiare in qualche 1500 in più. Già quest’anno era un obiettivo e non sono riuscita a farne tanti. Comunque sono migliorata sulla velocità, anche in gara non ho potuto concretizzarlo del tutto. Non sono riuscita a fare un meeting vero sul 1500 anche perché abbiamo dato priorità ad altro, ma credo che Stefano per qualche anno vorrà che rimanga su queste distanze”.

CLICCA QUI PER RIVEDERE L’INTERVISTA COMPLETA

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