Tennis
Lorenzo Sonego subisce la rimonta di Brooksby e esce di scena agli ottavi di Chengdu
Si ferma agli ottavi di finale il percorso di Lorenzo Sonego al Chengdu Open. Il piemontese parte meglio, conquista il primo set e per buona parte della sfida riesce a tenere l’americano Jenson Brooksby (n.77 del mondo) lontano dalla propria comfort zone, ma non trova la continuità necessaria per completare l’opera. Lo statunitense ribalta il match con il punteggio di 5-7, 7-5, 6-2, al termine di una battaglia durata oltre due ore e mezza.
La chiave non è soltanto nel risultato finale, ma soprattutto nel modo in cui Sonego ha progressivamente perso profondità e incisività. Nel primo set l’azzurro riesce a giocare il proprio tennis con una buona combinazione di aggressività e ordine: il servizio gli permette di iniziare molti punti nelle condizioni preferite e, quando lo scambio si apre, Sonego può cercare l’accelerazione senza essere costretto a rincorrere.
Anche la gestione delle traiettorie atipiche di Brooksby funziona. L’americano tende a spezzare il ritmo, a variare altezza e velocità di palla e a prolungare gli scambi alla ricerca della soluzione che gli consenta di prendere il controllo. Sonego, però, nel primo parziale riesce a non farsi trascinare completamente sul terreno scelto dall’avversario. Rimane aggressivo e, soprattutto, conserva la capacità di giocare in avanti nei momenti importanti. Il break nel finale vale il 7-5 e fotografa una frazione nella quale l’azzurro riesce a essere più efficace quando conta.
Il problema emerge nel secondo set, e non tanto attraverso un improvviso crollo quanto tramite una serie di piccoli segnali. Brooksby comincia a rispondere con maggiore continuità, allunga gli scambi e costringe Sonego a cercare il punto attraverso una costruzione più laboriosa. Il piemontese è quindi chiamato a produrre più tennis per ottenere lo stesso risultato.
È qui che il rendimento dell’azzurro comincia a scendere. Le accelerazioni perdono progressivamente profondità, mentre aumenta il numero degli scambi nei quali l’azzurro è costretto a colpire da posizioni meno favorevoli. Quando la prima palla non produce un vantaggio immediato, Brooksby riesce a entrare nello scambio e a sfruttare la propria capacità di assorbire la potenza dell’avversario. Il match cambia così fisionomia: Sonego non riesce più a comandare con la stessa facilità e l’americano trova sempre più spesso il modo di riportare il punto sul piano della resistenza e della variazione.
Il 7-5 del secondo set è quindi molto più importante di quanto suggerisca il punteggio. Sonny perde un parziale nel quale aveva avuto la possibilità di mantenere il controllo emotivo e tattico della partita, mentre l’americano acquisisce progressivamente fiducia. Il vantaggio iniziale dell’italiano si trasforma così in un equilibrio che, psicologicamente, favorisce l’americano.
Nel terzo set la differenza diventa ancora più evidente. L’azzurro non riesce a ritrovare la stessa qualità della prima parte dell’incontro: il servizio non gli garantisce più con continuità punti facili, la risposta diventa meno aggressiva e, negli scambi da fondo, manca quella capacità di prendere il comando con il primo colpo utile.
Brooksby, al contrario, continua a fare quello che gli riesce meglio: togliere ritmo, cambiare continuamente la geometria dello scambio e costringere l’avversario a giocare un colpo in più. Contro un Sonego meno brillante, questa strategia diventa particolarmente efficace. L’americano non ha bisogno di cercare soluzioni spettacolari: gli basta aumentare la pressione, aspettare l’errore o la palla più corta e trasformare quella situazione in un’occasione per aggredire.
La striscia di 13 punti consecutivi fotografa perfettamente il trend. È il momento nel quale il calo tecnico di Sonego diventa anche un problema di inerzia. Due break scavano immediatamente il solco e l’azzurro non riesce più a rientrare nel match. Il 6-2 conclusivo è la conseguenza di una partita che, dopo due set molto combattuti, ha progressivamente smesso di essere giocata alle condizioni dell’italiano.
Anche i numeri vanno nella stessa direzione: Brooksby chiude con 100 punti complessivamente vinti contro gli 83 di Sonego, sfruttando 4 delle 6 palle break avute a disposizione. L’azzurro ne converte 2 su 6. Il dato non racconta da solo la partita, ma evidenzia la diversa efficacia nei momenti in cui si presentano le occasioni per cambiare l’inerzia.
