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Formula 1GP Azerbaijan

Hamilton-Lawson, scintille a Baku: cosa è successo, la decisione della FIA

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Lewis Hamilton
Lewis Hamilton / LaPresse

Attimi di tensione a Baku tra Lewis Hamilton e Liam Lawson. Durante le fasi finali della sessione, il pilota della Racing Bulls si è trovato davanti la Ferrari del sette volte campione del mondo mentre stava completando un giro lanciato ad altissima velocità. Un episodio che ha rischiato di trasformarsi in un incidente e che ha portato i commissari FIA a convocare Hamilton.

La scena si è verificata alla curva 19, una piega cieca e particolarmente rapida che precede il lungo rettilineo principale del circuito azero. Lawson arrivava a circa 300 km/h, mentre Hamilton procedeva a velocità sensibilmente più bassa, intorno ai 250 km/h.

Il differenziale di velocità ha costretto il neozelandese a una brusca manovra evasiva, accompagnata da un’immediata frenata e dal sollevamento del piede dall’acceleratore. Il contatto è stato evitato, ma il rischio è apparso concreto. Via radio, Lawson non ha nascosto la propria rabbia, definendo la situazione “fottutamente pericolosa“.

I commissari hanno classificato l’episodio come un caso di impeding, riconoscendo quindi che la Ferrari aveva interferito con il giro veloce di Lawson. La decisione finale, però, è stata meno severa di quanto avrebbe potuto essere: per Hamilton è arrivata una reprimenda, la seconda della stagione, senza alcuna penalizzazione sulla griglia di partenza.

A pesare sulla decisione sono state soprattutto le circostanze dell’episodio e l’assenza di intenzionalità. Lewis non aveva infatti rispettato completamente le indicazioni del Direttore di Gara per le vetture impegnate in un giro lento.

Tra le curve 16 e 18, ai piloti era stato chiesto di mantenersi il più possibile sul lato sinistro della pista, così da evitare interferenze con chi arrivava alle loro spalle a velocità elevata. La Ferrari, invece, è rimasta più vicina alla traiettoria ideale.

C’è però un altro elemento centrale nella ricostruzione fornita da Hamilton ai commissari: la gestione dell’energia della Power Unit. Nel terzo settore, una vettura impegnata in un giro lento può modificare la gestione della componente elettrica, in particolare della MGU-K, per recuperare energia e preparare la batteria al giro successivo. Una procedura che può provocare un’importante differenza di velocità rispetto a una monoposto impegnata in un giro lanciato.

Hamilton ha spiegato che, inizialmente, il distacco da Lawson era di circa quattro secondi e sembrava quindi sufficiente per evitare qualsiasi interferenza. Il gap, però, si è ridotto molto rapidamente, creando il pericoloso “speed mismatch” che ha sorpreso entrambi i piloti.

Il ferrarista ha inoltre evidenziato la necessità di direttive ancora più chiare per quel particolare tratto del circuito, proprio per gestire situazioni in cui le differenze di velocità possono diventare estremamente marcate.

Alla fine, la FIA ha tenuto conto di tutti questi elementi. L’episodio è stato considerato serio, ma le circostanze tecniche, la dinamica della situazione e l’assenza di intenzionalità hanno portato i commissari a optare per la reprimenda. Il britannico, dunque, incassa un richiamo ufficiale ma mantiene la propria posizione sulla griglia di partenza di Baku.

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