Scherma
Giulio Lombardi: “Entrare nella Nazionale di fioretto non è scontato. I nostri non primi sarebbero i migliori all’estero”
Giulio Lombardi è stato l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Lo schermidore livornese si è raccontato a 360 gradi, dagli inizi fino agli obiettivi futuri, passando per una carriera giovane ma ancora in rampa di lancio.
Il fiorettista toscano ha iniziato raccontandosi: “Sono uno schermidore come gli altri, giovane e che si allena perchè spera che arrivino i risultati che si devono andare a prendere. Si è chiusa una stagione che mi ha lasciato soddisfatto, ma non del tutto, speriamo di fare ancora meglio nella prossima. Vivo a Pistoia dove ho iniziato a fare scherma, anche se sono nato a Livorno. Ho iniziato perchè mio fratello era fissato con le spade, i miei genitori si sono informati e lo hanno fatto iniziare. Poi è toccato a me quando avevo 5 anni. L’anno dopo però ho preferito il nuoto, salvo poi tornare subito alla scherma. La mia passione. Non mi sono più fermato e sono arrivato fino ad oggi. I risultati che arrivavano hanno sorretto la passione. Fin da giovane ho seguito tutte le gare Assolute. Fare il salto e trovarsi insieme a loro è un bel passaggio, devi riorganizzare le idee. Soprattutto devi farti trovare pronto”.
Il mondo del fioretto, ovviamente, è il massimo della competizione: “Il livello è molto alto. I nostri non primi sarebbero i migliori in ogni altra Nazione. In quest’arma siamo davvero competitivi e forti”,
Meglio un assalto contro un italiano o contro un avversario straniero? “Partendo dal presupposto che tutti gli assalti sono complicati e diversi, sicuramente contro un italiano è più difficile. Sia per il valore sia perché spesso ti conosci. Devi essere bravo a gestire le emozioni e quello che può succedere quindi mettere la stoccata importante che ti dà una soddisfazione e una carica di adrenalina unica”.
La stoccata che più si ricorda: “Forse non era la più difficile ma quella più importante è quella degli Europei Under 20 a Novi Sad. Venivo da un periodo complicato e sapevo che da li poteva dipendere tutta la mia carriera. La gara era importante, io ero arrivato pronto ma alla fine ho dimostrato che quel posto me lo meritavo”.
Un collega al quale si paragona: “Io non mi permetto di paragonarmi a nessun campione. Molti però mi avvicinano ad Andrea Baldini che stimo molto ed è sempre stato il mio idolo nella scherma. In cosa ci assomigliamo? In primo luogo nella statura, dato che siamo bassini, entrambi di Livorno, forse anche per lo stile di scherma. Abbiamo diverse cose in comune”.
Un Lombardi molto affamato a livello di successi: “Sicuramente vorrei raccogliere di più, ma vedremo come andranno le cose. Ho fatto risultati ma anche sacrifici, è pesante ma è necessario. Anche se si ha un obiettivo, quando lo si raggiunge si pensa già a quello dopo. Ok darsi i giusti meriti, ma gli obiettivi sono sempre nuovi. La mia carriera sta prendendo forma e speriamo di farlo ancora di più. Obiettivi? Voglio farmi trovare pronto per la stagione in Coppa del Mondo, poi sarà la volta di Europei e Mondiali a fine anno. Entrare in squadra non è mai scontato e ogni posto andrà sudato”.
La convocazioni per gli Europei 2025 ha segnato un momento fondamentale della carriera, coronato poi con la medaglia d’oro: “Mi era sempre stato detto di farmi trovare pronto. La telefonata è arrivata improvvisa e sono partito. Dovevo sostituire Tommaso Marini e ovviamente non vedevo l’ora di gareggiare. Io e lui ci conosciamo bene ed è anche il mio migliore amico. Alternarci così è stato bellissimo”.
Una carriera senza una medaglia olimpica sarebbe da buttare? “Da buttare no sicuramente ma, senza dubbio, sarebbe un rimpianto che mi porterei dietro. Per ora non ci penso, vedremo. Farò di tutto perché non accada”.
