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Formula 1GP Spagna

F1, Juan Pablo Montoya: “Madrid è un vero circuito, bisogna guidare come una volta. Separerà gli uomini dai ragazzini”

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Juan Pablo Montoya
Juan Pablo Montoya / La Presse

C’è indubbiamente molta curiosità sul weekend del Gran Premio di Spagna 2026, quattordicesimo appuntamento del Mondiale F1. Dopo aver corso su un tracciato storico come quello dell’autodromo di Monza, il calendario prevede ora l’esordio sulla pista di Madrid, dove la F1 ritorna dopo 45 anni. Il circuito spagnolo ha un layout del tutto innovativo che potrebbe esaltare la bravura dei piloti.

Sono infatti 22 le curve da affrontare per una lunghezza totale di 5,4 km. L’occhio però cade sicuramente sulla curva dodici, la famosa Monumental, che rappresenta con i suoi 24 gradi di inclinazione ed i suoi 550 metri il punto più spettacolare del tracciato. I settori tecnici, le brusche frenate ed i cambi di pendenza rendono sicuramente quella di Madrid una pista molto interessante, che potrebbe favorire piloti esperti e limitare le differenze delle vetture.

Questa è almeno l’opinione di Juan Pablo Montoya che, come riporta Mondo Deportivo, si è detto molto intrigato da questo circuito. Queste le sue sensazioni: “A dire il vero, la settimana scorsa ho fatto qualche giro con un’auto di serie per dare un’occhiata al circuito e posso affermare che negli ultimi 10 anni non ho mai provato un desiderio così forte di guidare su un circuito come quello che ho provato su questo”.

Perché Madrid ruba l’occhio: “Ho avuto la sensazione che fosse un vero circuito, un vero e proprio circuito, senza fronzoli, senza vie di fuga, quindi bisogna guidare come si faceva sui circuiti di una volta, come si faceva a Monaco, come si faceva sui veri circuiti. Un errore si paga a caro prezzo. E ci sono salite, discese, curve, tratti ciechi, c’è tutto quello che si può desiderare, perché è complicato, è come… avete visto come parlano di Jeddah, come dicono che sia spettacolare per la velocità e la fluidità, questo è un mix tra Jeddah e Monaco. A dire il vero, mi ha impressionato perché il livello tecnico del circuito è incredibilmente alto”.

Lo spagnolo ha poi chiosato parlando del connazionale Fernando Alonso e delle sue possibilità in un circuito come questo che richiede la massima attenzione:Se Fernando è riuscito a conquistare punti a Zandvoort, possono sorprenderci qui. In realtà, possono sorprenderci perché, come si dice, questo circuito separerà gli uomini dai ragazzi. Onestamente, è complicato. È lungo, ci sono molte curve cieche, molte curve. È come Macao, dove non hai abbastanza tempo per allenarti e adattarti. Ci sono curve in cui è importante percorrere l’intera traiettoria, altre in cui devi frenare all’apice, e ci sono dossi che ti sbalzano fuori pista molto velocemente, quindi non puoi permetterti errori. Ma questa è la natura di un circuito cittadino. Un normale circuito cittadino è così: se commetti un errore, distruggi la macchina. Quindi, devi trovare il giusto equilibrio tra la velocità che vuoi raggiungere e il numero di giri che vuoi fare”.

 

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