Formula 1GP Italia
F1, GP Italia 2026. Kimi Antonelli si deve difendere dal “tridente inglese”. Ferrari saprà riscattarsi dopo le recenti delusioni?
La Formula 1 arriva a Monza, una delle sue “cattedrali”. Non esiste autodromo che abbia ospitato un numero maggiore di Gran Premi validi per il Mondiale. La pista edificata alle porte di Milano ha difatti organizzato la bellezza di 75 edizioni del GP d’Italia, mancando solamente quella del 1980 per cause di forza maggiore. Monza è cattedrale, anzi… “Duomo”, visto che siamo a ridosso di Milano, per ciò che l’Italia rappresenta nella massima categoria motoristica.
È il GP nazionale della Ferrari, innanzitutto. Però è anche la gara di casa per tutti i piloti tricolore. Per la prima volta dal 1953 si arriva in Lombardia con un italiano in testa al Mondiale. Kimi Antonelli comanda la classifica generale con un margine di 59 punti sul tandem britannico composto dal compagno di squadra George Russell e dal ferrarista Lewis Hamilton. Inoltre, non bisogna sottovalutare quel Lando Norris capace di vincere le ultime due gare. Il detentore del titolo iridato è a -83, ma sostanzialmente siamo ancora nel cuore della stagione!
Antonelli dovrà correre in difesa, poiché di comune accordo con il team ha scelto Monza per sbloccare la quinta power unit stagionale, andando conseguentemente in penalità. Dovrà partire 10 posizioni più indietro rispetto a quella effettivamente conseguita in qualifica. Una decisione dolorosa, ma pragmatica. Su questo tracciato è più semplice superare rispetto a tanti altri, dunque si sono tratte le debite conclusioni guardando a lungo termine.
Ai fini della campagna per conquistare il Mondiale, i punti conquistati a Monza hanno lo stesso peso specifico di quelli conseguiti in contesti molto meno affascinanti e prestigiosi, quali possono essere Las Vegas, Lusail o Abu Dhabi. Si ragiona (giustamente) in questo modo. Ne consegue che il padrone di casa presterà il fianco al tridente inglese composto da Russell, Hamilton e Norris. Un tridente solo figurato, poiché i tre rebbi agiscono ognuno per conto proprio.
Poi, non si può citare Monza senza guardare alla Ferrari, reduce da un GP d’Olanda deludente. Prima ancora di pensare al quadro generale, quello nel quale si dipinge a tinte iridate, la Scuderia di Maranello deve guardare all’immediato, ossia alla capacità di primeggiare nell’appuntamento nazionale. Sulla carta, appare difficile. Da queste parti il motore conta più di ogni altra componente e sappiamo come la Rossa del 2026 costruisca le proprie fortune soprattutto sull’aerodinamica, cedendo qualcosa in termini di cavalli alla PU Mercedes, che oltre alle Frecce d’Argento equipaggia anche le McLaren.
Però, talvolta, il Cavallino Rampante ha sorpreso, sovvertendo le aspettative della vigilia. È capitato nel male due settimane fa sulle coste del Mare del Nord e poco prima della pausa estiva, nel catino d’Ungheria. Succederà nel bene al confine tra la Brianza e l’hinterland milanese? La risposta la avremo nei prossimi giorni, quando la F1 sarà di scena nel più sacro dei suoi autodromi.
