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Dorothea Wierer comincia una nuova carriera! Dopo il biathlon si dedica all’Hyrox! “Voglio chiudere in due ore”

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Dorothea Wierer
Wierer / IPA Agency

A febbraio, Dorothea Wierer ha chiuso la sua carriera da biathleta.  A quasi 36 anni, dopo aver vinto due Coppe del Mondo e quatto medaglie d’oro iridate, la sudtirolese ha detto “basta”, concludendo una ricchissima attività agonistica in una disciplina che, in Italia, è diventata popolare quanto lo è ora anche per merito delle sue affermazioni. Certo, la narrazione di Dario Puppo e Massimiliano Ambesi aveva già arato e reso fertile il terreno, poi divenuto rigoglioso in virtù dei successi di un’azzurra, concime indispensabile per rendere veramente nazional-popolare uno sport.

Ora, Wierer si appresta a fare altrettanto in un altro ambito, rendendo altrettanto popolare l’Hyrox? Questa disciplina sta prendendo sempre più piede, soprattutto dopo la pandemia. Si tratta di una gara di fitness, nella quale si devono correre 8 chilometri, fermandosi a ogni chilometro per svolgere un esercizio funzionale differente. Ricorda qualcosa? Il biathlon! Dove si scia per diversi chilometri, sparando al poligono due o quattro volte. Fine delle similitudini, ma il nomos è il medesimo.

Dorothea prenderà parte all’Hyrox Rome, programmato il 27 settembre. D’accordo, c’è dietro il suo sponsor, ma l’azzurra non va a fare atto di presenza. Come ha dichiarato sul profilo Instagram ufficiale di Red Bull Italia: “Non mi sono allenata moltissimo sino a questo momento, però ho ancora qualche giorno a disposizione. Per meglio dire, mi sono allenata tutta la vita per il biathlon, non per questo sport. Sarà qualcosa di completamente diverso e abbastanza strano.

Sicuramente la mia esperienza mi aiuterà, nonostante gli esercizi siano completamente diversi. Di conseguenza, anche il mio corpo mi fornirà sensazioni diverse. Sarà la mia prima volta e devo capire come funziona. Sarà abbastanza stressante e faticoso, però mi piacerebbe ottenere un tempo attorno alle due ore.

In media, una sessione di Hyrox dura attorno ai 90 minuti, i migliori del mondo riescono a completarla nel giro di un’ora. Dunque, la sudtirolese tiene (giustamente) un basso profilo. Sarà un evento promozionale, ma il fatto che si sia posta un obiettivo concreto denota come non voglia partecipare tanto per prendere il gettone di presenza. L’agonismo è ancora ben presente nell’animo della più grande biathleta italiana di tutti i tempi.

Agonismo è sinonimo di motivazione, di fuoco interiore, di competitività. Chissà, forse l’Hyrox la stimolerà al punto tale da farle iniziare una nuova carriera, lontano dagli sci e dai poligoni di tiro? Sarebbe splendido vederla impegnata in una “seconda vita sportiva”. Intanto assaggerà il piatto a Roma. Se dovesse piacerle, nessuno le impedirebbe di chiedere il bis, il tris o il quater!

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