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Pallavolo

Cozzi: “Il doppio cambio ha fatto rientrare la Turchia. Velasco ha sacrificato la vittoria nel breve per pensare a Los Angeles”

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Italia volley femminile
Italia volley femminile / CEV

La Nazionale italiana di volley femminile ha concluso il proprio percorso agli Europei 2026 con la medaglia d’argento. Alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul, le azzurre di Julio Velasco sono state sconfitte 3-2 dalla Turchia di Daniele Santarelli (25-16, 22-25, 25-12, 21-25, 10-15), al termine di una finale intensa e disputata davanti a un pubblico interamente schierato con le padrone di casa.

Si interrompe così dopo otto vittorie consecutive il percorso dell’Italia, iniziato a Göteborg e proseguito a Brno prima dell’atto conclusivo di Istanbul. Per l’Italia si tratta della terza medaglia d’argento agli Europei, dopo quelle del 2001 e del 2005, e della nona complessiva nella competizione. Un risultato che si aggiunge ai tre ori del 2007, 2009 e 2021 e ai precedenti tre bronzi.

La finale rappresenta anche una sorta di rivincita rispetto a un anno fa: il 7 settembre 2025 era stata l’Italia a battere 3-2 la Turchia nella finale mondiale di Bangkok. A Istanbul, invece, sono state le turche a imporsi al tie-break e a conquistare il titolo continentale davanti al proprio pubblico. La sconfitta interrompe anche alcune importanti strisce positive dell’Italia.

Si ferma a 39 la serie di vittorie consecutive contro Nazionali europee nelle competizioni ufficiali, iniziata dopo il ko con la Polonia nel maggio 2024. Termina inoltre a quota 21 la serie di successi consecutivi nei tre principali appuntamenti internazionali: Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

Ad analizzare i motivi della sconfitta e non solo, nel corso dell’ultima puntata di Volley Night (approfondimento dedicato al volley sul canale Youtube di OA Sport), è stato Paolo Cozzi, ex giocatore di alto livello e voce sempre più apprezzata nell’analisi dell’attualità pallavolistica.

Dal punto di vista tecnico non è stata una grandissima finale. Ma alla fine l’obiettivo è giocar bene tre set. Nei fatti, l’Italia ha preso a pallate la Turchia in due, ma la pallavolo è uno sport in cui non puoi mai mollare mentalmente perché l’avversario sale di tono. Detto questo, abbiamo un gruppo forte, un gruppo che ha scritto pagine di storia dello sport. Non è una sconfitta che può portare tutti giù dal carro, dopo che si è cantato allegramente. E’ comunque un grande risultato, avendo espresso a tratti una pallavolo incredibile, ammutolendo il pubblico turco. Ed è questo il segnale che è stato dato, un linea tracciata da qui al 2028. Ho sentito anche l’intervista di Anna Danesi e credo che l’esperimento di Ekaterina Antropova da schiacciatrice convince ed è una strada da perseguire dal momento che c’è stata l’ammissione di un primo set giocato proprio bene. Detto questo, la sensazione che fossimo più forti e che la nostra squadra ha buttato un po’ via la vittoria c’è. Non ci sono drammi, l’asticella è stata alzata e stavolta è stata la Turchia a imporsi. Bisognerà inseguirla e l’anno scorso ricominciare a confrontarsi con questa compagine“, ha dichiarato Cozzi.

Sul un aspetto tecnico particolare, legato alla non adozione della cosiddetta “Pipe” tra le fila nostrane e nel confronto con la Turchia, la risposta di Cozzi è stata esaustiva: “Di Vargas ce n’è una, visto dove lei riesce a prendere la palla. Basta quello per spiegare, anche perché le polacche in semifinale ci hanno provato, impattando contro il muro di Danesi”.

Tornando al tema centrale della partita, si è sottolineato: “Credo sia mancata lucidità. Quando prendi delle murate così secche dal centrale, significa che ti fai prendere troppo dalla frenesia. Ne abbiamo prese troppe di murate, sintomo che nei momenti chiave non abbiamo giocato la nostra miglior pallavolo. La Turchia ha preparato molto bene la partita, mettendo tanta pressione in ricezione alle azzurre. Le turche hanno fatto vedere quali possono essere le contromisure da adottare contro il nostro sestetto da qui ai prossimi due anni“.

Cozzi ha anche precisato: “In posto 2 facciamo un po’ fatica a murare e in posto 4 abbiamo giocato poco sulle mani della palleggiatrice. Credo che anche la palla tra Orro e Antroprova vada provata e riprovata, qualcosa è mancata nell’intesa. Ci siamo troppo rifugiate sulla diagonale e loro ci aspettavano“.

Sulle scelte di Julio Velasco, Cozzi ha espresso il proprio pensiero: “Velasco, secondo me, voleva delle risposte e ha sacrificato la vittoria nel breve per avere risposte sul lungo termine. Non puoi non sapere che Antroprova fosse in difficoltà in attacco, ma ha voluto portare avanti un progetto per sapere se proseguire su questa linea e io credo che si andrà avanti, sulla base del primo set. Quella frazione certifica il valore dell’Italia. Bisogna lavorare per fare cinque set a quel livello e non è immediato“.

A me sembra che ci sia armonia rispetto a questo progetto di Velasco e c’è la consapevolezza che la via per fermare le russe sia questa nel 2028. Lasciare Antropova 5 set contro la Vargas è stato un modo per farle fare le ossa. Capisce cosa vuol dire trovarsi in quella situazione. Per questo, io credo che la decisione di Velasco vada letta in questa chiave“, ha aggiunto Cozzi.

In merito all’adozione del doppio cambio in una fase delicata della partita: “E’ una soluzione che di base non ho mai gradito perché toglie ritmo a chi è in campo. Sei in una bolla, stai giocando bene e rischi di togliere ritmo. In questo caso, poi, quel doppio cambio non è all’altezza di una finale europea e può aver fatto rientrare ulteriormente la Turchia in partita“.

Si è parlato anche di un gioco troppo prevedibile delle azzurre: “L’attacco al centro andava sfruttato maggiormente anche per le qualità delle giocatrici che abbiamo. Orro si è spesso rifugiata sui nostri attaccanti principali, quando la palla era staccata, mentre si poteva anche un po’ cambiare. Siamo state un po’ scontate in campo“.

Sull’impiego di altre giocatrici: “Io penso che ci sarà spazio, ma manca una giocatrice di banda alla Bosetti, dobbiamo trovare il talento che sappia fare il mano-fuori e leggere le situazioni. Servono giocatrici di equilibrio, che in questo momento non abbiamo“.

CLICCA QUI PER GUARDARE L’INTERA PUNTATA DI VOLLEY NIGHT

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