Atletica
Campione di tutto (per davvero): Gianmarco Tamberi completa lo Slam. Ma non aggiungete altre competizioni… Stimolo Golden Gala
Accostare Gianmarco Tamberi al titolo di Campione di tutto è un esercizio che si perpetua dal 2023, quando si laureò Campione del Mondo all’aperto in quel di Budapest, al termine di un sontuoso duello con lo statunitense JuVaghn Harrison. La conquista del titolo iridato outdoor sembrava aver chiuso il cerchio, anche se in realtà all’appello mancava la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo, non considerati un eventi di primissima importanza in termini agonistici, ma manifestazione internazionale di lungo corso.
Poi World Athletics ha aggiunto gli Ultimate Championship al calendario internazionale e li ha addirittura ribattezzati il “Mondiale dei Mondiali”, vista la presenza solo dei migliori interpreti del circuito internazionali e la garanzia di un montepremi complessivo da 10 milioni di dollari (150.000 per ogni vincitore). Il fuoriclasse marchigiano si è presentato a Taranto, dopo aver trionfato agli Europei per la quarta volta in carriera, e ha timbrato il cartellino, imponendosi nell’evento riservato ai Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.
Non bastava, perché il nuovo evento di fine stagione aveva rimodulato tutti i palmares e il ribattezzato Gimbo non era più il Campione di tutto. C’era bisogno di completare la corona, aggiungendo una perla che in passato non si era potuta inanellare, semplicemente perché quella manifestazione non esisteva. Riceve l’invito per Budapest (i casi della vita), affronta nuovamente Harrison (e due), vince con la miglior prestazione mondiale stagionale (2.37), mette le mani sull’Ultimate Trophy ed è il Campione definitivo.
Per davvero, senza possibilità di appello. Gianmarco Tamberi ha vinto tutto in carriera, almeno una volta: l’affermazione di ieri sera agli Ultimate Championship affianca la medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi di Tokyo 2020, il trionfo ai Mondiali 2023, quattro affermazioni agli Europei all’aperto (2016, 2022, 2024, 2026), un sigillo iridato in sala (2016), una stoccata continentale al coperto (2019) e tre trofei generali di Diamond League (2021, 2022, 2024, con sei annessi sigilli di tappa).
L’unico cruccio è il Golden Gala, il Meeting di riferimento alle nostre latitudini e che il primatista italiano (2.39 metri nel 2016) non è mai riuscito a fare suo: la tappa casalinga di Diamond League non gli ha mai sorriso e lo Stadio Olimpico di Roma lo ha respinto (ma non agli Europei 2024), ma si tratta di una prova e non di un campionato. Ora non aggiungete altre competizioni: che Ultimate sia davvero “la definitiva”, anche se le manifestazioni continuano a proliferare e chissà che, a carriera finita, non spunti qualcosa di nuovo nel calendario che Tamberi non potrà più conquistare. Sarà per sempre Campione di tutto.
