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Biathlon, a Östersund i Mondiali 2031. L’Ibu ha un nuovo presidente, ma non decide su russi e bielorussi
I Mondiali di biathlon del 2031 si terranno a Östersund, in Svezia. Lo ha deciso la federazione internazionale del biathlon (IBU) durante il congresso tenuto a Berchtesgaden, in Germania, nello scorso weekend. La località scandinava ha battuto la concorrenza della finlandese Kontiolahti, guadagnandosi il diritto a ospitare la quarta manifestazione iridata della sua storia, dopo quelle del 1970, 2008 e 2019.
Bisogna ricordare come i Mondiali 2027 si terranno a Otepää (Estonia), quelli del 2028 a Hochfilzen (Austria) e quelli del 2029 a Holmenkollen (Norvegia). Ovviamente, i Giochi olimpici invernali 2030 avranno luogo sulle Alpi Francesi, dunque a Le Gran Bornand. Sarà invece la Svezia ad aprire il ciclo che culminerà con la manifestazione a Cinque cerchi dello Utah 2034. Fra due anni saranno assegnate le edizioni dei Mondiali 2032 e 2033, con Ruhpolding già in rampa di lancio. Chissà se anche Anterselva avanzerà una candidatura, oppure se aspetterà il ciclo olimpico successivo.
Per il resto, l’International Biathlon Union, non ha preso alcuna decisione in merito all’eventuale riammissione dei biathleti russi e bielorussi. L’argomento non era in agenda (e, francamente, il fatto di non discutere una materia così importante nell’occasione di una sessione plenaria, rappresenta una clamorosa falla in termini di governance). Semplicemente, si è data la possibilità al proprio comitato esecutivo di riammettere gli atleti di Russia e Bielorussia in qualunque momento se dovessero sopraggiungere le condizioni per farlo. Sostanzialmente, un rinvio sine die che fa permanere l’embargo.
Si vedrà se con un nuovo presidente, cambierà la linea politica. Difatti Tim Farcnik è diventato il terzo presidente dell’International Biathlon Union, succedendo al norvegese Anders Besseberg (1992-2018) e allo svedese Olle Dahlin (2018-2026). Sloveno, quarantasette anni, è il primo non scandinavo a issarsi sullo scranno più alto dell’organo di governo internazionale del biathlon. Tuttavia, i Paesi nordici mantengono una forte preponderanza politica, che va al di là della presenza dei propri rappresentanti ai piani più alti dell’IBU.
