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Basket

Amedeo Tessitori: “Il Campionato italiano sta salendo di livello, Venezia vuole dare fastidio. Focus sulla EuroCup”

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Amedeo Tessitori
Amedeo Tessitori / Ciamillo

Amedeo Tessitori è stato sicuramente uno dei migliori centri del campionato italiano nella passata stagione, un punto di riferimento di una Reyer Venezia arrivata a giocarsi lo Scudetto contro l’Olimpia Milano. Non solo la stagione con il club, ma anche la parentesi in maglia azzurra con la Nazionale. Tessitori è stato ospite di Basket Base, il programma sulla pallacanestro italiana in onda sul canale YouTube di OA Sport.

Su una difficile preparazione estiva vista una stagione precedente terminata tardi e poi gli impegni con la Nazionale: “Diciamo che, nonostante l’estate non sia stata delle più lunghe e rilassanti, sono riuscito a fare una buona preparazione. C’è ancora un po’ di tempo per essere al cento per cento, però è normale. Nelle ultime settimane sono riuscito a rientrare a Venezia dopo la Nazionale e a incontrare tutta la squadra. Ho quindi iniziato a fare i primi allenamenti veri e propri di preparazione e adesso andiamo avanti”.

Sulle partite della Nazionale, reduce dalle sconfitte con Bosnia e Serbia: “Di sicuro non è mai facile iniziare la stagione con una finestra della Nazionale. Non puoi pensare di prepararti un mese prima per due partite, perché i giocatori hanno comunque bisogno di riposarsi e di staccare un attimo la testa. Non è facile, soprattutto quando affronti squadre come Bosnia e Serbia, che sono molto fisiche e che devi preparare in maniera molto accurata, soprattutto dal punto di vista atletico. Abbiamo comunque fatto quello che si poteva fare, mettendoci tutto, perché anche a livello Nazionale ci hanno dato tutti gli strumenti per fare del nostro meglio”.

Sul format delle qualificazioni: “Il format non è semplicissimo. A ogni finestra ci sono giocatori diversi e non sai mai esattamente come impostare la partita, perché ogni giocatore ha caratteristiche differenti. C’è chi gioca meglio con un certo tipo di gioco e chi con un altro. Ci sono tante varianti che non ti permettono mai di avere la completa serenità di dire che siamo pronti e possiamo affrontarla ad armi pari. È un format che, come tutti i format, penalizza alcune squadre e ne avvantaggia altre. Durante l’anno, le Nazionali che hanno tanti giocatori impegnati in NBA, Eurolega e nelle varie competizioni vengono penalizzate di più. Le squadre che invece hanno meno giocatori impegnati ad alto livello sono un po’ meno penalizzate. Però anche per i giocatori NBA ed Eurolega non è facile affrontare queste situazioni. Inizi, fai due partite senza preparazione e sono due partite importanti. Non è facile prendere subito il ritmo e la fisicità che servono in quel momento. Da una parte ti alleni meno, ma dall’altra fai più fatica a entrare immediatamente nel ritmo della partita“.

Una stagione italiana che prenderà il via nel fine settimana con la Supercoppa a Tortona: “Questo weekend sarà la prima prova che potrà darci un’indicazione sul lavoro che abbiamo fatto in questo periodo. Ci darà degli input sulle cose che dobbiamo migliorare e su quelle che dobbiamo aggiungere. Ci farà capire i nostri punti deboli e i nostri punti di forza. Sarà un’analisi della squadra che dovremo poi studiare bene, a seconda dei risultati, e utilizzare a nostro favore. Tortona è una squadra che ogni anno costruisce un roster sempre più forte e competitivo. Stanno alzando molto l’asticella, quindi sarà interessante vedere a che punto sono entrambe le squadre e poi trarre le conclusioni per il lavoro delle settimane successive”.

Venezia ha cambiato meno rispetto alle big della Serie A. Tessitori dà un primo bilancio sulla nuova Reyer: “Le prime impressioni sono state molto positive. Tutti i ragazzi nuovi si sono dimostrati molto aperti a capire bene il gioco e soprattutto la mentalità della squadra e della Reyer. Sono tutti ragazzi eccezionali, quindi le prime impressioni sono state ottime. Adesso inizieremo a capire meglio qual è la situazione, però, vedendo gli allenamenti e la volontà di lavorare forte che stiamo dimostrando in queste settimane, di sicuro cercheremo di essere una delle squadre più competitive. Cercheremo di dare fastidio e fare il meglio possibile sia in campionato sia in Coppa. Questa è la nostra mentalità, lavorare settimana per settimana, cercando di migliorarci, mettendo un mattoncino in più nella nostra casa per arrivare alla fine dell’anno e tirare le somme. I nostri obiettivi sono essere il più competitivi possibile e soprattutto far stare bene i nostri tifosi, perché alla fine sono loro a darci tanta energia, soprattutto quando giochiamo al Taliercio. Una parte importante delle nostre motivazioni è proprio far venire la gente al palazzetto e farla stare bene. L’anno scorso tutto partiva dalla coesione che avevamo nello spogliatoio. C’erano squadre forse anche più talentuose di noi, però nei momenti di difficoltà potevano spezzarsi un po’ di più. Noi, invece, siamo stati forgiati dai momenti difficili che abbiamo avuto durante la stagione. Quei momenti aiutano a capire tante cose. Sono degli scalini che, se la squadra riesce a superare, aumentano la coesione tra i giocatori. Quando invece non riesci più a salire, capisci i limiti della squadra. Le mie prestazioni sono state principalmente il risultato dell’ottimo gioco della squadra. Se anche quest’anno riuscissimo a unirci e a giocare coesi come siamo stati l’anno scorso, di sicuro faremo bene. Essere capitano a Venezia è bello perché i tifosi e tutte le persone intorno alla squadra ti danno tanta energia. Per come sono fatto io, quando ricevo così tanta energia mi viene automatico restituirla. È un circolo, loro danno energia a noi, noi la diamo a loro e loro ce ne restituiscono altra. L’anno scorso è stato tutto molto bello, però ho perso. Quindi quella cosa è ancora lì, nella mente”.

Un nuovo palazzetto per Venezia, con la Reyer che giocherà nel nuovo Taliercio: “È un progetto che la società ha portato avanti piano piano. È anche il sintomo di una società consapevole e competente, perché in questi ultimi anni hanno fatto tutti i passi giusti e ogni anno cercano di incrementare qualcosa, di migliorarsi. La scelta di fare un palazzetto nuovo è sicuramente importante anche perché la città si merita una struttura che possa accogliere una squadra che mette sempre il cuore in campo. È un palazzetto che si meritano tutti i tifosi e che si merita la città di Venezia. È un miglioramento importantissimo e significativo per tutto il movimento. Da quello che ho capito sarà una struttura eccezionale e sarà un incentivo per aumentare ancora di più il bacino di persone che potranno venire a vedere le nostre partite. Da giocatore è molto bello e incoraggiante stare in una società del genere, perché ti dà sempre nuovi spunti e qualcosa a cui ambire. Il nostro obiettivo, con un palazzetto nuovo, sarà migliorarci ancora di più per poi andare lì dentro e dare spettacolo”.

Sulle possibilità di Venezia in EuroCup: “È una cosa su cui dobbiamo mettere molta attenzione. Adesso l’EuroCup è molto importante e dovremo darle grande attenzione quest’anno. Anche la società ha già fatto delle mosse per dare più importanza alla Coppa. È un movimento che sta crescendo ed è un torneo molto competitivo. Giocare una partita di Coppa e una partita del campionato italiano è molto differente: si gioca in due maniere completamente diverse. Dovremo essere bravi a fare lo switch da un campionato all’altro. Anche quest’anno cercheremo di fare bene in entrambe le competizioni. Per migliorarci dobbiamo portare avanti il più possibile tutti e due i campionati”.

Tante squadre italiane in Europa: “Di sicuro è un ottimo segnale per il basket italiano. Il campionato italiano sta aumentando sempre di più il proprio livello e le squadre si stanno attrezzando per poter giocare al massimo. Sarà un campionato molto particolare, perché giocare il doppio impegno non è mai facile dal punto di vista fisico, ma anche da quello mentale. Così come deve esserci lo switch tra i due modi di giocare, deve esserci anche uno switch mentale. Devi essere consapevole che ci saranno partite difficili in cui magari non riuscirai a giocare al cento per cento e probabilmente non riuscirai neanche a vincere. Però non hai il tempo di pensare troppo a quella partita, perché dopo due giorni giochi subito in un altro campionato, con un altro metro e un altro modo di giocare. Bisogna avere esperienza nella gestione di questi due aspetti, che, se gestiti bene, aiutano comunque a far crescere la squadra. Le competizioni europee sono particolari. Le squadre che non giocano le coppe possono preparare una partita per un’intera settimana, mentre quelle impegnate in Europa hanno magari due o tre giorni. Quindi bisogna lavorare di più in meno tempo e lavorare meglio nel tempo che hai a disposizione”.

Il ruolo e peso all’interno della squadra: “Quando inizi ad avere un certo peso nella squadra e delle responsabilità, ti viene spontaneo sacrificarti per il bene generale del gruppo. È ovvio che quando hai 18, 19 o 20 anni ci pensi un po’ meno. Quando raggiungi un certo livello di maturità, capisci anche quali sono i tuoi limiti, i tuoi punti forti e i tuoi punti deboli. A quel punto impari a gestirli per mettere in campo una strategia più efficace, sia per te sia per la squadra. Negli anni ho imparato a capire quali sono i miei punti forti e i miei punti deboli, cercando sempre di aggiungere punti di forza e diminuire quelli deboli. Piano piano ti costruisci la tua mentalità. Impari a capire che tipo di giocatore hai davanti e a prepararti su di lui. Questo ti aiuta anche a capire cosa puoi fare”.

Venezia città del basket, visti i risultati sia della squadra maschile sia femminile: “La Reyer sta costruendo e facendo un lavoro eccezionale da questo punto di vista. Si vede che c’è un gruppo di persone che tiene molto sia all’aspetto sociale sia a quello sportivo e ai principi che lo sport deve trasmettere. Io sono contentissimo di stare qua perché la Reyer dà dei principi giusti, li mantiene, li costruisce e cerca di portarli in giro. Sono principi che fanno bene al basket. Adesso ci gioco, quindi è chiaro che posso parlarne, ma anche se non ci giocassi più o fossi da un’altra parte, sapendo come lavorano qui continuerei a dire che la Reyer è una società con ottime fondamenta e ottimi principi”.

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