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Tennis

Alexander Zverev, primo degli ‘umani’ più che membro del trio con Sinner e Alcaraz

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Alexander Zverev
Alexander Zverev / IPA Sport

Alexander Zverev è il primo degli umani. Ma non è ancora il terzo incomodo tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Il 2026 del tedesco resta straordinario e non va minimizzato: due Slam vinti, una finale a Wimbledon, una semifinale all’Australian Open, una quantità impressionante di partite giocate e soprattutto una continuità fisica che gli ha permesso di essere presente praticamente sempre. È stato bravissimo a sfruttare le occasioni che si sono create, soprattutto quando Sinner e Alcaraz hanno avuto problemi fisici o sono rimasti fuori.

Ma proprio qui sta la differenza tra celebrare la stagione di Zverev e raccontare un cambiamento degli equilibri. Quando ha incontrato Sinner nel 2026, ha sempre perso (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Wimbledon). E contro Jannik non vince dal 2023. Contro Alcaraz, invece, è arrivata la sconfitta nella semifinale dell’Australian Open, in una partita durissima e decisa al quinto set, ma con Carlitos afflitto dai crampi dal terzo set. Dunque il dato più importante è anche il più semplice: quest’anno Zverev non ha battuto né Sinner né Alcaraz.

A Wimbledon, anzi, abbiamo visto probabilmente il miglior Zverev della stagione. Servizio devastante, grande solidità da fondo e una capacità notevole di tenere Sinner sotto pressione. Eppure ha perso 3-1. Questo non significa che il tedesco non sia migliorato. Significa semplicemente che il margine, contro Sinner al suo livello, esiste ancora.

E allora il 2026 va letto per quello che è. Zverev ha sfruttato alla grande una stagione particolare, nella quale Jannik e Carlitos hanno avuto problemi fisici e il resto della concorrenza non ha trovato la continuità necessaria per approfittarne. Lui, invece, è rimasto sano, ha giocato tantissimo e quando si è aperta la porta ha saputo entrarci.

Gli Slam, del resto, raccontano proprio questo. Due Major sono un risultato enorme e nessuno può togliergli il merito di averli vinti. Ma allo stesso tempo Zverev non ha ancora conquistato un Masters 1000 nel 2026. È arrivato in finale a Madrid, dove ha perso nettamente contro , mentre negli altri grandi appuntamenti non ha mantenuto lo stesso rendimento. La continuità, quindi, c’è stata soprattutto nei Major.

È questa la distinzione da fare. Sasha è oggi il primo degli inseguitori, probabilmente il giocatore che più di tutti ha saputo approfittare delle difficoltà dei due dominatori. Ma essere il primo degli altri non significa essere entrato nel loro stesso territorio.

Per parlare davvero di un trio bisognerà aspettare di vedere cosa succederà quando Sinner e Alcaraz saranno entrambi sani, presenti e al massimo della condizione. Per ora il campo ha detto una cosa molto precisa: Zverev è diventato straordinariamente bravo a vincere quando l’occasione si presenta. Non ha ancora dimostrato di poter cambiare gli equilibri quando dall’altra parte della rete ci sono i due che quegli equilibri li hanno costruiti. Ed è una differenza tutt’altro che sottile.

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