TennisUS Open
Alexander Zverev e l’esplosione di gioia ritardata: “In quel momento non sentivo nulla. Pensavo di condurre 5-1”
Alexander Zverev regola Ben Shelton 6-3 7-6(2) 5-7 6-2 e vince gli US Open centrando il secondo Slam stagionale. Il tedesco, sul match point, ha un attimo di esitazione e prima di far esplodere la sua legittima gioia deve accorgersi che il punteggio non è fermo sul 5-1, ma l’incontro si è chiuso sul 6-2.
La spiegazione dell’esultanza differita a fine partita: “In quel momento ero talmente preso dalla partita che non sentivo alcun rumore. Ero come in un tunnel, dove non sentivo niente. E poi, ovviamente, quando il pubblico è davvero rumoroso, è impossibile sentire l’arbitro di sedia. Quindi non l’ho sentito dire ‘partita’ o ‘incontro’. Alla fine credo di aver semplicemente dimenticato il punteggio. Non c’è molto altro da aggiungere. Pensavo fosse 5-1 invece di 6-2”.
Sulla propria considerazione: “Credo di essere tra i migliori, senza dubbio. Come ho già detto non mi considero affatto il più talentuoso. Non credo di avere un talento innato come altri giocatori. Penso che gran parte del mio tennis derivi dal duro lavoro, da tante ore in campo, tante ore in palestra e da un intenso allenamento fisico. È così che gioco a tennis”.
Il giudizio su Ben Shelton: “Ha molto talento, oltre a essere un gran lavoratore. Vediamo sempre lui e suo padre, prima e dopo le partite, ad allenarsi su diversi aspetti e ogni anno continua a migliorare in qualcosa. Credo che quello sia stato il miglior rovescio che gli abbia mai visto tirare contro di me, il più costante e potente. Aveva tutto. Ricordo che un paio d’anni fa, quando ho giocato contro di lui per la prima volta era sempre pericoloso, aveva sempre quel servizio e quel dritto, ma se riuscivi a farlo colpire tre o quattro volte di fila da fondo campo finiva per commettere un errore”.
