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Vuelta a España 2026, oggi il giorno di riposo. Il percorso e le tappe della seconda settimana
La Vuelta a España vive oggi il primo giorno di riposo, il calendario concede ai corridori l’occasione propizia di recuperare, almeno in parte, le energie mentali e fisiche spese fin qui. Da domani si riparte poi di slancio verso una nuova ed impegnativa parte di gara.
La parte iniziale della corsa aveva seguito il copione ampiamente preventivato: Tadej Pogacar aveva conquistato la maglia rossa fin dal primo giorno, aveva vinto tre tappe e scavato un solco che sembrava definitivamente incolmabile prima della caduta che lo ha costretto al ritiro e ha riaperto la gara. Il successo ottenuto all’Alto de Aitana ha legittimato il primato di Enric Mas, ma la corsa è ancora aperta e tutto può succedere.
DECIMA TAPPA (184,7 km, martedì 1 settembre): Alcaraz – Elche de la Sierra. Si riparte da una frazione ondulata che propone tre GPM e un dislivello di 2720 metri. Nella prima metà della frazione si affrontano il Puerto del Peralejo, terza categoria di 5,2 chilometri al 4,2%, e il Puerto de Aýna, terza categoria di 7,7 chilometri al 4%. L’ultimo ostacolo di giornata sarà il Puerto de Socoyos, terza categoria di 9,8 chilometri al 3,5% di pendenza media. Il finale propone una nuova rampa e gli ultimi tre chilometri in salita.
UNDICESIMA TAPPA (153,8 km, mercoledì 2 settembre): Cartagena-Lorca. Un tracciato sostanzialmente pianeggiante che sembra disegnato per l’arrivo del gruppo a ranghi compatti. Nel finale è in programma l’unica difficoltà di giornata, l’Alto de Aledo, terza categoria di 7,8 chilometri al 4,5% di pendenza media. Le pendenze non sono significative e non dovrebbero creare selezione importante.
DODICESIMA TAPPA (166,6 km, giovedì 3 settembre): Vera – Calar Alto. Cinque GPM, gli ultimi due di prima categoria, e un dislivello di 4530 metri per una delle tappe chiave della corsa. Nei primi novanta chilometri sono in programma l’Alto del Cabecico, terza categoria di 8,4 chilometri al 3,3%, l’Alto de Cóbdar, terza categoria di 4,9 chilometri al 4,5%, e il Collado García, seconda categoria di 18,8 chilometri al 2,4%. Il momento della verità arriva però nella parte finale con l’Alto de Velefique, prima categoria di 13,1 chilometri al 7,2%, e con il Calar Alto, prima categoria di 17,6 chilometri al 5,6% di pendenza media.
TREDICESIMA TAPPA (192,8 km, venerdì 4 settembre): Almuñécar – Loja. I corridori affrontano una giornata impegnativa che propone loro un dislivello di 3410 metri, tre GPM e un costante susseguirsi di strappi. Nella prima parte di corsa sono in programma l’Alto de la Venta de la Cebada, prima categoria di 14,1 chilometri al 5,1% di pendenza media, e l’Alto del Legionario, seconda categoria di 5,8 chilometri al 4,9%. L’ultimo ostacolo sarà il Puerto de Granada, seconda categoria di 6,5 chilometri al 6,2% di pendenza media.
QUATTORDICESIMA TAPPA (154,5 km, sabato 5 settembre): Jaén – Sierra de La Pandera. La gara affronta uno degli snodi cruciali. Il gruppo si cimenta con un dislivello di 4170 metri e tre ascese, l’ultima delle quali condurrà all’arrivo. La corsa si scalda nel finale con le scalate di Puerto de Los Villares, seconda categoria di 10,5 chilometri al 5,5%, e Puerto de Locubín, seconda categoria di 8,8 chilometri al 5%. Il traguardo è posto sulla storica Sierra de La Pandera, salita di circa 8,4 chilometri al 7,8% che presenta diversi tratti in doppia cifra.
QUINDICESIMA TAPPA (189,7 km, domenica 6 settembre): Palma del Río – Córdoba. I ciclisti affrontano una tappa caratterizzata da un percorso ondulato e da un dislivello di 2850 metri. Nelle prime fasi di gara si scala il Puerto de la Forestal, terza categoria di 7,5 chilometri al 4,5%. Nella parte finale sono in programma l’Alto de Villaviciosa de Córdoba, terza categoria di 8,4 chilometri al 3,5%, e il Puerto Artafi, terza categoria di 5,9 chilometri al 5,4%, asperità che si trova a poco meno di quaranta chilometri dal traguardo.
