Pallavolo
Volley femminile, Antropova e l’Italia: dall’attesa per la maglia azzurra alla nuova sfida in posto 4
La storia di Ekaterina Antropova con la Nazionale italiana è relativamente breve, ma ha già attraversato praticamente ogni scenario possibile. L’attesa per poter vestire l’azzurro, l’esordio immediato in un Europeo, il dualismo con Paola Egonu, l’oro olimpico, quello mondiale e ora una nuova frontiera tecnica. A tre anni dal debutto, la fuoriclasse di Scandicci si presenta agli Europei 2026 con una definizione che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata quasi un paradosso: schiacciatrice. Non opposta. Non semplicemente alternativa a Egonu. Julio Velasco ha riaperto un esperimento che lui stesso, soltanto a giugno, aveva dichiarato concluso. Il rapporto tra Antropova e la maglia azzurra comincia ufficialmente nell’agosto 2023. Nata ad Akureyri, in Islanda, il 19 marzo 2003 da genitori russi, era arrivata in Italia a 15 anni e aveva iniziato il proprio percorso pallavolistico nel nostro Paese. Dopo una lunga vicenda legata alla nazionalità sportiva, il 10 agosto 2023 completò l’iter per la cittadinanza italiana, concessa per meriti speciali, diventando immediatamente disponibile per la Nazionale allora allenata da Davide Mazzanti.
L’esordio arrivò praticamente senza anticamera. Pochi giorni dopo il giuramento Antropova era già in campo agli Europei 2023, manifestazione chiusa dall’Italia al quarto posto. E curiosamente l’idea della convivenza con Egonu non nasce con Velasco: già Mazzanti aveva provato a utilizzarla anche come schiacciatrice, proprio per non essere costretto a scegliere tra due giocatrici dal potenziale offensivo fuori dal comune. Antropova stessa si era detta disponibile a essere impiegata dove fosse necessario. Con l’arrivo di Julio Velasco, però, la gerarchia è diventata più definita. Antropova è tornata sostanzialmente alla propria natura di opposta, entrando in una Nazionale che ha iniziato a vincere tutto. Nel 2024 sono arrivati il successo in VNL e soprattutto lo storico oro olimpico a Parigi, mentre nel 2025 l’Italia ha conquistato nuovamente la Nations League e poi il titolo mondiale. Antropova ha così costruito il proprio percorso azzurro all’interno di un gruppo dominante, convivendo con Egonu in un reparto nel quale l’abbondanza rappresentava contemporaneamente un privilegio e un problema tattico.
Nel 2026 Velasco ha però deciso di provare nuovamente ad abbattere quella barriera. Perché scegliere necessariamente tra Egonu e Antropova quando si potrebbero avere entrambe contemporaneamente in campo? Da qui nasce il grande esperimento della prima parte della VNL: Antropova schiacciatrice-ricevitrice, con responsabilità inevitabilmente molto differenti rispetto a quelle abituali. Nella prima settimana di Brasilia la nuova soluzione ha accompagnato una Nazionale profondamente rinnovata a tre vittorie contro Bulgaria, Paesi Bassi e Turchia e alla sconfitta al tie-break con il Brasile. Antropova è stata una delle grandi novità insieme alla giovane Merit Adigwe, utilizzata da opposta. L’obiettivo di Velasco era evidente: verificare se Kate potesse costruire una credibilità sufficiente in posto 4 da rendere possibile, più avanti, la contemporanea presenza sua e di Egonu nel sestetto titolare.
L’esperimento è durato due settimane. Poi Velasco ha tirato una riga. Il 21 giugno, dopo il 3-0 dell’Italia sul Giappone nelle Filippine, Antropova era tornata a giocare da opposta e il CT aveva spiegato come nel suo ruolo naturale la giocatrice funzionasse meglio. Alla domanda se il progetto da schiacciatrice fosse soltanto momentaneamente sospeso, la risposta del tecnico aveva indicato invece la chiusura dell’esperimento. Sembrava la parola fine. Egonu e Antropova sarebbero tornate a essere due opposte, con la possibilità di alternarsi e con l’utilizzo di Kate anche nel doppio cambio. La stessa Antropova aveva accolto la decisione senza polemiche, ribadendo sostanzialmente la propria disponibilità a eseguire ciò che lo staff tecnico le avrebbe chiesto.
Poi è cambiato tutto. Il grave infortunio subito da Loveth Omoruyi durante il torneo di preparazione in Polonia ha costretto Velasco a ridisegnare il reparto delle schiacciatrici. E quella porta chiusa a giugno si è improvvisamente riaperta. Nell’ultima amichevole in Polonia Antropova è stata nuovamente schierata in banda e la scelta delle 14 per gli Europei ha cancellato ogni eventuale dubbio sulle intenzioni del commissario tecnico: nella lista ufficiale fornita dalla Federazione, Antropova compare tra le schiacciatrici insieme a Myriam Sylla, Stella Nervini e Gaia Giovannini, mentre le opposte sono Paola Egonu e Merit Adigwe.
Non significa necessariamente che Antropova sarà la titolare fissa in posto 4 per tutto l’Europeo. Significa però che Velasco vuole nuovamente avere quella possibilità a disposizione. E rispetto alla VNL cambia anche il contesto. Quello di giugno era soprattutto un esperimento programmato per cercare una nuova soluzione tattica; quello di agosto nasce anche da una necessità, perché l’infortunio di Omoruyi ha tolto alla Nazionale una delle alternative previste in banda.
La questione tecnica rimane affascinante. In attacco Antropova può offrire da posto 4 qualcosa che pochissime squadre europee sono in grado di fronteggiare, soprattutto pensando alla possibilità di avere contemporaneamente Egonu sulla diagonale di Alessia Orro. La difficoltà è inevitabilmente altrove: ricezione, difesa, gestione delle traiettorie tipiche della banda, transizioni e automatismi che per una giocatrice abituata da anni a essere opposta non possono diventare naturali in poche settimane.
Ed è proprio qui che si giocherà la seconda vita dell’esperimento. Velasco non deve trasformare Antropova nella migliore ricevitrice italiana, ma capire se la squadra sia in grado di assorbire i suoi inevitabili limiti nel fondamentale ottenendo in cambio un vantaggio offensivo superiore. Sylla, Nervini e Giovannini garantiscono caratteristiche differenti e consentono al CT di cambiare struttura a seconda dell’avversaria e del momento della partita.
Gli Europei che inizieranno il 21 agosto diventano così un altro passaggio particolare della storia azzurra di Ekaterina Antropova. Tre anni fa arrivava alla manifestazione continentale pochi giorni dopo essere diventata ufficialmente italiana. Oggi ci torna da campionessa olimpica e mondiale, ma ancora una volta alle prese con una sfida nuova. Il debutto contro la Croazia allo Scandinavium di Göteborg sarà il primo indizio. Poi arriveranno Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia e progressivamente aumenterà il livello delle difficoltà. L’esperimento che Velasco aveva dichiarato terminato è tornato improvvisamente attuale. Antropova schiacciatrice sembrava un capitolo chiuso: l’infortunio di Omoruyi lo ha riaperto e adesso potrebbe diventare una delle chiavi tattiche dell’Italia nella caccia all’unico grande titolo che ancora manca al ciclo di Velasco.
