Equitazione
Varenne è morto, addio immenso Capitano. Il più grande trottatore della storia ci ha lasciato
Intramontabile, indimenticabile, infinito. Lo salutiamo con tre aggettivi che calzano a pennello alla sua infinita caratura. Varenne ci ha lasciato. Si è spento il cuore del trottatore più grande di tutti i tempi: aveva compiuto 31 anni da poco, un’età straordinaria per un cavallo. L’annuncio è arrivato attraverso il profilo social che da tempo ne seguiva la sua immagine: “Con immenso dolore, vi comunichiamo la notizia della scomparsa di Capitano. Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco“.
Il comunicato prosegue: “Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Oggi, le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù“. Era nato a Copparo (in provincia di Ferrara) il 19 maggio 1995, è spirato il 18 agosto 2026 a Eboli (in provincia di Salerno). Figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, baio oscuro con altezza al garrese di 1,66 metri, disputò 73 corse in carriera e ne vinse ben 62.
Semplicemente un dominatore, sotto la guida dell’allenatore Jori Turija e del trotter Giampaolo Minnucci. E come non ricordare il suo storico proprietario Enzo Giordano. Era in grado di incollare l’Italia allo schermo per le sue grandi imprese all’inizio del terzo millennio, facendo appassionare all’ippica anche chi era poco vicino a questo mondo. Memorabili le due vittorie al Grand Prix d’Amerique nel 2001 e nel 2002, quando la carbonella nera di Parigi-Vincennes si tinse di tricolore (è semplicemente la gara più importante e iconica della stagione).
Nel suo palmares figurano ben tre GP Lotteria di Agnano (2000, 2001, 2002) e due Elitloppet (2001 e 2002, prestigioso evento a Stoccolma). Nel magico 2001 vinse le tre corse più importanti al mondo nella stessa stagione. Fu premiato come Cavallo dell’anno in ben tre Stati differenti (Italia, USA e Francia), impresa mai riuscita a nessun altro esemplare. La sua carriera si concluse il 28 settembre 2002 a Montreal (stranamente con una sconfitta) e poi iniziò la nuova vita da stallone (si parla di una prole di circa 2000 figli).
