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Tuffi grandi altezze, Elisa Cosetti guida l’Italia e sogna di fare il colpo

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Elisa Cosetti
Elisa Cosetti / LaPresse

I tuffi dalle grandi altezze si preparano a vivere uno dei momenti più attesi dei Campionati Europei di Parigi 2026. La Senna, con le piattaforme allestite nella zona di Grenelle ai piedi del Pont de Bir-Hakeim, offrirà una cornice di grande impatto.

Il programma è distribuito su due giornate. Venerdì 7 agosto, alle 13.30, andranno in scena il primo e il secondo round, chiamati a definire i primi equilibri della classifica. Sabato 8 agosto, allo stesso orario, il terzo e il quarto round assegneranno invece il titolo continentale. Come spesso accade nelle competizioni di high diving, la gestione della continuità potrebbe rivelarsi determinante tanto quanto il picco prestativo. Un singolo errore, soprattutto in una gara così corta, rischia infatti di compromettere l’intero cammino.

L’Italia affida le proprie ambizioni a Elisa Cosetti, unica rappresentante della spedizione azzurra. La ventiquattrenne della Triestina Nuoto, allenata a Roma da Nicole Belsasso, arriva all’appuntamento con credenziali importanti e con la sensazione di aver raggiunto una maturità agonistica che può consentirle di giocarsi un piazzamento di assoluto prestigio.

Il bronzo conquistato agli Europei di Roma nel 2022 costituisce ancora oggi il riferimento principale della sua carriera internazionale, ma probabilmente è l’ottavo posto ottenuto ai Mondiali di Doha nel 2024 a fotografarne meglio il livello attuale. In quell’occasione Cosetti riuscì infatti a misurarsi con il meglio della specialità mondiale, confermando di poter competere anche in un contesto nel quale erano presenti tutte le grandi interpreti della disciplina.

La stagione non le ha offerto molte occasioni per confrontarsi ad alto livello, ma il successo agli Assoluti estivi di Roma ha fornito indicazioni incoraggianti. Più ancora del risultato, è sembrata convincente la qualità delle esecuzioni, indice di una condizione atletica e mentale in crescita proprio alla vigilia dell’appuntamento più importante dell’anno. In un contesto così particolare, esperienza e capacità di adattamento rappresentano probabilmente le qualità sulle quali la portacolori azzurra potrà costruire le proprie ambizioni.

L’assenza delle fuoriclasse provenienti da Australia, Canada e Stati Uniti modifica inevitabilmente il quadro tecnico della manifestazione. Le atlete che dominano abitualmente il circuito World Aquatics non saranno presenti e questo rende la corsa al titolo europeo decisamente più equilibrata. Sarebbe tuttavia un errore immaginare una competizione dal livello ridotto, perché il gruppo delle pretendenti comprende atlete ormai consolidate anche sul panorama internazionale.

L’olandese Ginni Van Katwijk sembra offrire le maggiori garanzie sotto il profilo della continuità. Nelle ultime stagioni ha saputo mantenersi stabilmente nelle posizioni di vertice del ranking mondiale, proponendo programmi caratterizzati da coefficienti di difficoltà elevati senza rinunciare alla qualità esecutiva. È probabilmente il riferimento tecnico dal quale partire nell’analisi del pronostico.

Morgane Herculano rappresenta invece una candidatura differente ma altrettanto credibile. La svizzera ha costruito i propri risultati attraverso precisione, controllo e pulizia tecnica, qualità che potrebbero assumere un peso ancora maggiore in una competizione destinata a premiare chi commetterà meno errori piuttosto che chi cercherà esclusivamente il massimo coefficiente.

Completa il gruppo delle principali favorite l’ucraina Nelli Chukanivska, una delle atlete che hanno mostrato i margini di crescita più interessanti nelle ultime stagioni. Il talento non è mai stato in discussione; ora sembra essere arrivata anche quella continuità che spesso rappresenta il passaggio decisivo verso i risultati più importanti.

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